Una manovra correttiva di finanza pubblica dalle dimensioni volute dalla Commissione europea aggraverebbe le condizioni dell’economia reale italiana e farebbe aumentare il debito pubblico. Spero che il governo resista all’ennesimo atto autolesionistico richiesto da Bruxelles“. Sono le parole del deputato di Liberi e Uguali, Stefano Fassina, intervistato da Lanfranco Palazzolo per Radio Radicale, in merito alla procedura di infrazione per debito eccessivo in arrivo dalla Commissione europea.

E spiega: “Sono preoccupato perché si insiste nonostante i fallimenti della ricetta raccomandata dalla Commissione europea, che poi è quella scritta nei trattati sotto il segno liberista che caratterizza la Ue. Si può essere più o meno d’accordo col reddito di cittadinanza, ma fare misure contro la povertà è necessario. E sono misure anche utili al sostegno dell”economia. Non mi pare nemmeno devastante l’operazione, peraltro limitata a un triennio, che allenta le maglie della Legge Fornero“.

Fassina torna sulla manovra correttiva: “Abbiamo già sperimentato ‘n’ volte nella Ue, nell’Euro-zona e in Italia col governo Monti, che cosa vuol dire aggravare un quadro di difficoltà di economia reale attraverso manovre restrittive. Quindi, spero che il governo resista e che, invece, prepari al più presto una proposta di politica economica per il prossimo anno, proposta tutta incentrata sugli investimenti. Il governo M5s-Lega archivi le favole regressive sulla flat tax, rinvii le clausole di salvaguardia sull’Iva, utilizzi lo spazio di deficit per finanziare investimenti pubblici in piccole opere per messa in sicurezza del territorio, rigenerazione periferie, edilizia residenziale pubblica, in particolare nel Mezzogiorno”.

Circa lo slittamento dell’approdo del dl crescita alla Camera, Fassina osserva: “E’ stato rinviato a lunedì per problemi politici dentro la maggioranza. E’ evidente che tra M5s e Lega non c’è fiducia, quindi vogliono verificare come va il voto al Senato e poi affrontare tutto alla Camera, dove ci saranno alcuni interventi che vedono opposti i due partiti di governo. Uno è l’intervento sul debito di Roma, l’altro è l’intervento su Radio Radicale. Il rinvio, insomma, è dovuto a motivi politici, non a ragioni finanziarie, che sono una scusa patetica perché è tutto noto ed è stato tutto quantificato già dalla Ragioneria di Stato. Quindi – chiosa – è chiaro l’utilizzo delle risorse che verrà previsto nel testo prossimo alla votazione al Senato. Certamente è un problema, perché ovviamente la realtà non aspetta i tempi del conflitto tra M5s e Lega. Abbiamo perso una settimana, lunedì si dovrebbe ricominciare. Speriamo che sia la volta buona”.

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