“C’è la prospettiva di una procedura di infrazione, io sono sempre determinato e ottimista e farò di tutto per scongiurare una procedura che farebbe del male al Paese“. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è il primo esponente del governo giallo-verde a parlare dopo che la Commissione europea ha raccomandato l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia a causa del debito. Parlando ai microfoni della Rai dal Vietnam, dove si trova per il Congresso eurasiatico, il capo del governo si dice comunque speranzoso perché “il monitoraggio dei nostri conti, in particolare nel 2019, sta evidenziando delle maggiori entrate tributarie e contributive, e anche non tributarie, rispetto alle stime. Questo ci permette di avere dei margini e di reagire meglio alla congiuntura economica non favorevolissima”. 

Promette collaborazione ma mette paletti alle misure che è disposto a rivedere il vicepremier Luigi Di Maio, che affida il suo pensiero a un post su Facebook: “Noi siamo persone serie, l’Italia è un Paese serio, che rispetta la parola data – ha scritto – Quindi andremo in Europa e ci metteremo seduti al tavolo con responsabilità, non per distruggere, ma per costruire. Però è molto seccante che ogni giorno si trovi un motivo diverso per parlare male dell’Italia e di questo governo”. A infastidire il ministro dello Sviluppo Economico è il fatto che, mentre sui conti l’Ue si mostrerebbe severa con l’Italia, quando il Paese chiede maggiore collaborazione su altri temi e dossier, da parte di Bruxelles non ci sarebbe tutta questa attenzione: “Sono anni che diamo senza ricevere, o che riceviamo meno di quanto ci spetterebbe, anni che siamo totalmente ignorati sulla questione migranti, ad esempio – continua Di Maio – Ci lasciano tutto il peso e, come se non bastasse, poi ci fanno pure la morale. Così non va bene, così è troppo facile”.

Poi punta il dito contro gli esecutivi Pd, responsabili, a suo dire, della situazione attuale del debito italiano dopo la gestione degli anni 2017-18: “Ora si parla tanto di questa possibile procedura di infrazione e sapete cosa riguarda? Riguarda il debito prodotto dal Partito democratico nel 2017 e 2018. Noi la prendiamo seriamente, ma non possiamo fare finta di non sapere che ci sono Paesi europei che in questi anni, per risollevare la loro economia, hanno fatto molto più deficit di quanto consentito dai Trattati. E non sono andati incontro a nessuna sanzione”. Ma nel testo inviato dalla Commissione, che fa riferimento agli anni 2018-2020, si evidenziano criticità legate a politiche messe in campo dall’attuale governo in carica, ad esempio Quota 100.

Poi il leader pentastellato continua sostenendo che “non è concepibile che un Paese con 6 milioni di disoccupati reali e migliaia di aziende che producono sotto il loro potenziale venga messo in croce perché vuole investire sulla crescita, il lavoro e la riduzione delle tasse. Lasciatemi dire che come sento parlare di doveri, mi piacerebbe sentir parlare anche di diritti. Diritti degli italiani e delle loro famiglie. Quindi rimbocchiamoci le maniche tutti. E con ‘tutti’ intendo anche Bruxelles. Per ultimo due cose: Quota 100 non si tocca e, sia chiaro, le pensioni degli italiani non si toccano!“, sottolinea il capo politico M5S”.

Meno diplomatico l’altro vicepremier, Matteo Salvini: “Noi non vogliamo andare in Europa a chiedere i soldi degli altri, degli spagnoli, dei tedeschi o dei francesi, ma vogliamo andare in Europa a chiedere la dignità e il lavoro, a chiedere di usare i soldi degli italiani – ha detto durante un comizio della Lega ad Ascoli Piceno – Taglia, taglia, taglia e il debito cresce. Dobbiamo fare il contrario, è il momento di riaprire e ricostruire”. Poi spiega che l’obiettivo del governo è prima di tutto quello di “tagliare le tasse, per carità non tutto a tutti, ma l’obiettivo è arrivare a uno shock fiscale come quello di Trump negli Stati Uniti“. Poi esclude esclude la possibilità di una manovra correttiva: “Siamo qua per togliere le tasse non per mettere nuove tasse – ha detto ai giornalisti presenti – Ne trovino un altro di governo se vogliono qualcuno che aumenti l’Iva, le tasse sulla casa, sui risparmi, sui conti correnti“.

In mattinata, quando già trapelava il contenuto del messaggio mandato dalla Commissione, Salvini aveva detto a Radio Anch’io che la priorità sua e del governo non era quella di rispettare i parametri, ma di rispondere alle esigenze degli italiani: “Si fa e si farà tutto il possibile per rimanere nei parametri stabiliti – ha detto -, ma se suo figlio ha fame e per dargli da mangiare deve ridiscutere un parametro studiato a tavolino con un capoufficio che fa? Sta al parametro e lascia suo figlio la con la fame o va a ridiscuterlo con il capoufficio? Viene prima il figlio o il capoufficio? È una non scelta”. Per questo, l’idea di Salvini è quella di rimanere in Europa “rivedendo le norme”. Perché “l’unico modo per ridurre il debito creato in passato è tagliare le tasse, con la Flat Tax, e permettere agli italiani di lavorare di più e meglio. Con i tagli, le sanzioni e l’austerità sono cresciuti debito, povertà, precarietà e disoccupazione, dobbiamo fare il contrario. Non chiediamo i soldi degli altri, vogliamo solo investire in lavoro, crescita, ricerca e infrastrutture. Sono sicuro che a Bruxelles rispetteranno questa volontà”.

Le opposizioni, Fi: “Primo Paese Eurozona a subiro smacco del genere”
Dura la reazione delle opposizioni e i primi ad alzare la voce sono i rappresentanti di Forza Italia, con il presidente dei deputati, Mariastella Gelmini, che ha dichiarato: “L’avvio dell’iter per la procedura d’infrazione europea per debito costituisce un non invidiabile primato per il governo italiano. Saremmo infatti il primo Paese dell’Eurozona a subire uno smacco del genere – ha detto – Da Bruxelles, come era prevedibile grazie alle disastrose politiche economiche del governo, è giunta una sonora bocciatura per i nostri conti pubblici. I ‘numerini’ si sono rivoltati contro chi aveva voluto sfidare l’Unione Europea sulla base di ipotesi di mirabolanti crescite, che poi non ci sono state e non ci saranno. Con la procedura d’infrazione saremo di fatto commissariati, l’Italia sarà meno libera e pagherà un prezzo altissimo alle scelte rovinose di questo governo, i cui margini di trattativa in Europa sono compromessi dalla sua scarsa affidabilità e credibilità”.

E anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, su Facebook scrive che “l’Europa conferma quello che sapevamo. In 12 mesi, sono aumentati i debiti, è calata la crescita e gli italiani rischiano. Un vero capolavoro”.

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