È da quasi tre mesi che Sonia Palmeri, assessora al Lavoro della Regione Campania guidata dal governatore Vincenzo De Luca, manifesta in ogni appuntamento pubblico l’inadeguatezza della formula navigator quale strumento per un vero potenziamento dei centri per l’impiego. Così facendo, l’assessora si espone al fuoco di fila dei media, soprattutto quelli di ispirazione grillina. Va dato atto alla Palmeri che è stata la voce più coerente e chiara a dire le cose come stanno. Sono cose, in realtà, che tutti conoscono, ma pochi hanno il coraggio di dire e il governo, chissà perché, non vuole ascoltare.

I famosi navigator dovrebbero essere assunti da Anpal a breve su incarico del governo. La selezione è già iniziata, come documentato ampiamente dai media. Tuttavia i navigator, in quanto non inquadrati e strutturati nell’amministrazione, non potranno interagire con il pubblico: saranno assunti con contratto a progetto (un co.co.pro), un contratto peraltro fuori legge già da qualche anno.

Non è allora la Palmeri che non vuole far lavorare i navigator, come dicono alcuni quotidiani come Il Mattino. Per legge il loro ruolo non potrà essere altro che di assistenza tecnica, non di interazione con l’utenza. Inoltre, si assisterà al paradosso di avere un numero enorme di giovani e inesperti assistenti tecnici di un numero limitato di dipendenti pubblici in organico: in Campania sarebbero 600 navigator a fronte di 560 dipendenti. Dei giovani assunti in condizione precaria con uno stipendio di 1700 euro al mese per un periodo di due anni difficilmente riusciranno a realizzare la tanto attesa parte “attiva” del provvedimento, vale a dire la ricerca del lavoro, anche se con una piattaforma moderna come quella alla quale sta lavorando il professor Mimmo Parisi, neopresidente Anpal.

Pertanto, la loro assunzione non sposterà di una virgola l’attuazione del provvedimento del reddito di cittadinanza. Inoltre, nessuno assicura che le selezioni troveranno personale che abbia davvero le competenze adeguate all’attuazione del provvedimento. Alcuni esperti giurano che il personale esperto ci sarebbe sul mercato e che Anpal potrebbe assumerlo, ma non vi è nessuna certezza che i navigator saranno davvero in grado di fare ciò per cui saranno assunti, anche ammesso che possano farlo dal punto di vista legale.

Al momento, per non esporsi con il governo, nessuno, tranne la Palmeri, ha il coraggio di dire come stanno le cose; ma poi di fatto nessuno rischierà di andare incontro a eventuali ricorsi utilizzando i navigator presso gli uffici (ormai regionali) dei centri per l’impiego. Non è un caso, perciò, che nessuna Regione abbia firmato la convenzione per i navigator. Ma allora perché incaponirsi a voler assumere 3mila navigator invece di seguire altre strade più razionali ed efficienti? È davvero incomprensibile.

Quali altri strade? Ce ne sono diverse in realtà. La strada maestra dovrebbe consistere nell’erogazione da parte del governo dei fondi già stanziati nella legge di bilancio per l’assunzione di circa 4mila unità da parte delle Regioni. Solo le Regioni possono assumere personale per i centri per l’impiego a tempo indeterminato, non l’Anpal che non ha la competenza dei servizi per l’impiego secondo la Costituzione. I concorsi regionali di personale a tempo indeterminato avrebbero richiesto più tempo, ma nel giro di un anno si potevano chiudere e se si fosse iniziato a fine 2018, quando i fondi sono stati stanziati, si sarebbe già a buon punto. Invece, incomprensibilmente, il governo non stanzia a favore delle Regioni i fondi per queste assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato.

Questi ultimi sì che potrebbero svolgere servizi alla clientela e, se opportunamente formati, potrebbero andare a coprire i vuoti di risorse umane denunciati dall’Anpal nel suo Rapporto dettagliato. Secondo questo rapporto, solo il 30% dei dipendenti dei centri per l’impiego è laureato e lo è in materie poco collegate all’erogazione di servizi per l’impiego. Hanno piuttosto competenze amministrative e burocratiche e questo frena la capacità dei centri per l’impiego di compiere appieno la loro missione in modo moderno ed essere così di supporto non solo ai giovani nella ricerca di un lavoro, ma anche alle imprese nella ricerca del personale più adatto a svolgere le mansioni richieste nelle loro vacancies.

Inoltre, come hanno notato anche i sindacati dei precari dei centri per l’impiego, un’altra strada maestra – più breve anche dell’assunzione dei navigator – per recuperare personale adatto a svolgere le funzioni di navigator sarebbe stata la regolarizzazione della posizione lavorativa dei precari dei centri per l’impiego, circa 1600. Certamente, lavorando là da tempo, ne sapranno più di loro.