Vuole fare pace con il mondo (e con se stesso) Sergei Polunin. Dopo la tempesta di polemiche e le accuse di omofobia piovuta sulla prima mondiale di “Romeo & Giulietta”, il prossimo agosto all’Arena di Verona, si torna a parlare di lui. A Mosca. Non solo per il debutto del balletto “Rasputin”, che dalla Russia arriverà a Londra il 28 maggio al Teatro Palladium. Ma anche per un nuovo progetto con cui Polunin sembra volersi riscattare dalle dichiarazioni esuberanti, ormai cancellate, sui social network: insegnare la danza ai bambini. Dirigerà una scuola coreografica a Sebastopoli, in Crimea, con un sistema di educazione completamente nuovo da creare entro il 2023.

Una scelta, per l’artista con il faccione di Putin tatuato sul petto, che suscita nuovi interrogativi. Dal 2014, dopo l’invasione e l’annessione da parte della Russia del territorio ucraino della Crimea, l’Unione Europea ha fatto partire una serie di sanzioni. La domanda è d’obbligo. Non ha paura Sergei Polunin, ucraino ma russo dal 2018, di pagare a caro prezzo questa sua scelta sul territorio europeo? Non ha timore di subire un nuovo ostracismo dopo le polemiche seguite alle sue passate dichiarazioni ritenute omofobe e misogene? “Spero che questo progetto non influenzi il mio rapporto con il mondo” dichiara in un’intervista ad Aif-ru. “Inoltre voglio che l’atteggiamento nei confronti della Russia e della Crimea cambi in meglio”.  E aggiunge: “Il compito dell’artista  è di riconciliare.  Noi artisti dobbiamo andare nei luoghi più scomodi a lavorare. Voglio che i miei colleghi e rappresentanti di altre professioni creative vengano da tutto il mondo, dall’America e dall’Europa”.

Già a settembre, sotto la sua direzione artistica, si inizieranno a reclutare bambini per i corsi preparatori.  Il nuovo sistema educativo, di istruzione secondaria, includerà una rigorosa scuola russa nella fase iniziale. Ma non si fermerà alla formazione del ballerino. “I bambini svilupperanno sia le abilità recitative che la musica. In modo da lasciare la scuola come artisti a tutti gli effetti. Del resto Polunin, considerato dalla critica internazionale uno di quei talenti che nascono una volta ogni mezzo secolo, è anche attore. Ha recitato nel  film “Murder on the Orient Express” e  in “The white crow”, ha ballato nel video clip “Take me to the church” di Hozier. Dopo la cacciata dall’Opera di Parigi, a gennaio scorso, aveva già dichiarato al quotidiano tedesco Die Wet: “Non ho alcuna ostilità nei confronti degli omosessuali o di chiunque altro. Ho fatto quello che ho fatto. Ma so che molte persone mi fraintendono”. E alla giornalista che gli chiedeva una spiegazione più approfondita, raccontava: “Una volta ho vissuto in una famiglia in Inghilterra, dove uno dei figli era omosessuale. L’ho trattato come un fratello. Lui è più uomo di tutti gli uomini che conosco. Ragazzo persistente. Ma ha avuto grossi problemi accettando se stesso. Allo stesso tempo, era molto amato dalla famiglia, nella società tutti lo accettavano. Ha attraversato momenti così dolorosi e ho visto quanto sarebbe stato difficile per me in una situazione del genere”.

La conclusione: “Se fossi omosessuale, il mondo intero lo saprebbe. Non farei mai finta di sposare una donna, avere figli”. Ma allora perché quelle uscite sui social? “Hanno cominciato ad accusarmi da tutte le parti per omofobia. Ma è così assurdo. Chiunque lo pensi davvero, ha letto male i miei commenti. Non mi capivano, li interpretavano in modo errato. Non sono mai stato contro gli omosessuali. La metà delle persone che ho sottoscritto su Instagram sono omosessuali. Sono amico di molti di loro”. Energia maschile. Forza virile. Voleva essere provocatorio per suscitare reazioni nella gente. Per iniziare una discussione. Anche sullo schiaffeggiare i grassi. “Quando mi rivolgevo ai dirigenti scolastici per problemi di alimentazione – spiega alla giornalista di Die Wet – mi dicevano: “Non possiamo sollevare questo problema, perché ci sarà uno scandalo”.  Nel progetto della scuola coreografica ci sarà molta attenzione  alla nutrizione. E borse di studio offerte dalla Fondazione di Polunin. “Ricordo che non avevo abbastanza soldi e i miei studi in Inghilterra furono pagati dalla Nureyev Foundation. Voglio creare un sistema di ricerca per i bambini di talento e finanziare la loro istruzione”.

L’artista è ora più riflessivo e concentrato sulla nuova direzione che sta prendendo la sua vita. Non intende abbandonare la carriera di ballerino, che proseguirà con l’idea di fare balletti classici in un nuovo look moderno. Mentre i post cancellati lo inseguono ed è atteso in Italia a luglio per “Sacrè” e ad agosto per “Romeo & Giulietta”,  lui è già su una nuova rotta. “In realtà ho sempre buone intenzioni”, ha dichiarato alla conferenza stampa della prima mondiale di “Rasputin” a Mosca. “Non penso che si possano vincere i demoni. Ma si può andare sempre di più verso la luce. Perché non so come si distrugge completamente il proprio lato oscuro”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Per Gramellini l’Italia è ‘la penisola del tesoro’. Ma scavare non serve se poi si abbandona

prev
Articolo Successivo

L’Infinito di Giacomo Leopardi, oggi celebrazioni in tutta Italia per il 200esimo anniversario

next