“E’ omofobo e razzista”, attaccano le associazioni gay di Verona. Rincarano la dose: “Le sue posizioni sono dichiaratamente offensive ”. Il cigno nero della danza internazionale, il bello e dannato Sergei Polunin, dal corpo tatuato e dal talento indiscutibile, torna a scatenare le polemiche. A dar fuoco alla miccia è la presenza dell’artista il 26 agosto all’Arena di Verona nella prima mondiale di “Romeo & Giulietta”.

E’ uno spettacolo che vedrà il grande ballerino ucraino protagonista dell’opera di Shakespeare al fianco di Alina Cojocaru nella coreografia di Johan Kobbor. Nel ricchissimo cast altre stelle internazionali. Le dichiarazioni di Polunin alla stampa e sui social, quelle dove incita a “esser maschi” nella danza e nella vita  (“lupi, leoni e capi della famiglia”) avevano già scatenato un’ondata di contestazioni  a Parigi. Così la direttrice artistica del balletto del Teatro dell’Opera Aurélie Dupont aveva annullato la sua partecipazione nel ruolo di Sigfrido nel “Lago dei cigni” previsto per febbraio scorso.

Star del balletto ma non solo, influencer con milioni di follower e visualizzazioni su YouTube lanciate dal video in cui, diretto da David LaChapelle, ballava sul brano di Hozier “Take me to church”, Polunin è stato il più giovane ballerino al Royal Ballet di Londra. Poi sono arrivati il New York City Ballet, il Kirov di San Pietroburgo e una carriera in continuo crescendo in tutti i ruoli del repertorio classico e contemporaneo.  Ma con le sue uscite sui social, quelle in cui incita a recuperare “l’energia maschile” e condanna “l’inversione di ruoli”, le polemiche sono tornate all’ordine del giorno.

Le associazioni che si battono per i diritti degli omosessuali, così come quelle femministe, sono sul piede di guerra. E’ il Circolo Pink, gruppo gay molto attivo a Verona, a bollarlo come “Romeo omofobo” e a chiedere l’annullamento dello spettacolo. Ora che l’enfant terrible del balletto arriva a Verona, città sotto i riflettori per il Congresso sulla Famiglia, la contrapposizione si fa ancora più marcata. Non è l’unico tema che agita le discussioni in città: la situazione del Balletto, dopo il licenziamento del corpo di ballo stabile della Fondazione Arena, è diventata problematica. Dopo gli attacchi, arrivano anche le precisazioni.  L’evento non è della Fondazione ma è portato in scena da Show Bees in collaborazione con Ater (Associazione Teatrale Emilia-Romagna) e con il Festival della Bellezza. La formula è quella dell’affitto dell’anfiteatro per uno spettacolo inserito nel cartellone del Festival della Bellezza. Gli organizzatori del Festival ribadiscono: “Abbiamo solo voluto ospitare una prima mondiale, un grande evento di danza”. E così ribatte anche la società Arena di Verona, che si occupa degli eventi che si svolgono al di fuori del carnet della lirica: “Uno spettacolo per il pubblico che non è da collegare ad altri aspetti e considerazioni personali degli artisti invitati”. Intanto è attesa l’uscita nelle sale, a luglio, del film “The white crow”, ispirato alla vita di Rudolf Nureyev, in cui il ballerino-attore interpreta il danzatore Yuri Soloviev.