In oltre 120 città italiane venerdì 24 maggio migliaia di manifestanti, quasi tutti studenti giovanissimi, sono scesi in piazza per il clima nel secondo “sciopero globale”. L’idea di manifestare nell’antivigilia delle Europee era sembrata forse brillante, ma si è rivelata fallimentare dal punto di vista mediatico. Le dimissioni di Theresa May e altre notizie hanno oscurato lo straordinario numero di manifestazioni e anche altre notizie rilevanti (come quella che proprio per “legittima difesa” sono stati assolti due migranti che si erano ribellati a essere riportati in Libia).

Eppure non era forse mai successo nella storia dei movimenti studenteschi di avere uno sciopero scolastico così massiccio e capillare. Tra l’altro l’Italia si è dimostrata uno dei paesi più coinvolti e partecipi, a differenza dell’immagine che spesso abbiamo di essere provinciali e arretrati. Certo, fino a quando si potrà dire che finché ci si limiterà a manifestare il venerdì mattina non si arresteranno le emissioni di anidride carbonica. Ma l’approfondimento è in corso, la costanza non manca. A Milano per qualche ora è stata occupata la sede Enel affinché chiudano la centrale a carbone. Per rompere un po’ il ghiaccio sulla scarsa eco delle manifestazioni per il clima del 24 maggio ecco un video da Torino in cui si mostra anche la presenza al corteo del gruppo degli Ecomori (profughi africani impegnati in attività ecologiche). Sono venuti dopo aver ragionato insieme a noi sulle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici sulla agricoltura africana.

Si ringrazia Luigi Vendola per il video

 

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