I governi di tutto il mondo chiedono costantemente a Facebook di fornire i dati degli utenti. Soltanto negli ultimi sei mesi del 2018, il social network ha ricevuto più di 110mila richieste, un aumento stimato del 7% rispetto al periodo precedente. La società americana ha dichiarato che “del volume totale, gli Stati Uniti continuano a presentare il numero maggiore di richieste, seguiti da India, Regno Unito, Germania e Francia”.

Pubblicando il suo terzo Community Standards Enforcement Report, Facebook ha dichiarato anche di aver rimosso 2,2 miliardi di account falsi solo nel primo trimestre 2019, . Un numero, anche questo, in aumento: “Abbiamo rimosso un numero superiore di account falsi nel primo trimestre del 2019 e negli ultimi tre mesi del 2018 rispetto ai trimestri precedenti”, ha dichiarato la società. Specificando poi che la maggior parte degli account sono stati rimossi nei minuti successivi alla loro creazione e, quindi, non sono inclusi nei dati sugli utenti attivi mensili e quotidiani, parametro seguito da vicino dagli investitori.

Attraverso le attività in rete degli utenti, Facebook raccoglie ogni genere di dati: posizione geografica, percorsi quotidiani, consumi, letture, reti sociali. Utilizzando algoritmi, poi, è capace di stabilire gli interessi e le preferenze degli individui in base a quello che fanno, a dove vanno, o a cosa cercano: orientamenti politici, sessuali, religiosi e così via. Con queste informazioni è in grado, con una crescente precisione, di fare previsioni su ciò che interessa agli utenti e di utilizzare queste previsioni per indicizzare, mostrare e consigliare alcuni contenuti piuttosto che altri.