La vera notizia arriva alla fine di Live-Non è la D’Urso quando il sito Dagospia, che ha svelato il caso Prati-Caltagirone, con un flash comunica quanto segue: “Non ce la facciamo più a sentire le boiate di Eliana Michelazzo, il trio ha perso ogni diritto alla privacy. Lei e la Perricciolo sono lesbiche, sono state insieme per anni, vivono insieme e insieme hanno gestito i finti profili usati per ricattare star, starlette e politici. Simone Coppi nacque per coprire la sua bruciante sconfitta a Uomini e Donne e l’amore saffico. Pamela Prati è piena di debiti da Bingo e, plagiata o no, si è messa in mano al duo.” La Michelazzo in una storia pubblicata su Instagram ha così replicato nelle scorse ore: “Sai che vi dico? Potete dire quello che volete ma io sto con la coscienza apposto! E rispetto il mondo gay, anche se lo fossi non sarebbe stato un problema.”

I debiti della showgirl sarda, oltre a essere già stati accennati dal suo ex Luigi Oliva, sono stati confermati anche dal settimanale Oggi: “La star del Bagaglino sembrerebbe essere sommersa dai debiti e potrebbe aver tentato un rilancio pubblicitario al fine di fare cassa. La sua casa risulterebbe pignorata e, a quanto rivela la nostra fonte, avrebbe un debito di gioco con una sala bingo romana.” La lunga intervista dell’ex corteggiatrice di Uomini e Donne ha portato alla scoperta che i numeri di Simone Coppi, finto marito della Michelazzo per dieci anni, risultano intestati a due donne diverse: “Una la conosco, l’altra no. Il numero della Perricciolo faceva da ponte con quello di Simone. Questa scema ha creduto per dieci anni, quando parlavo con lui la Perricciolo era chiusa in un’altra stanza e le porte dovevano essere chiuse.” La corteggiatrice ha poi annunciato di aver denunciato la collega: “Ho denunciato Pamela Perricciolo. Mia sorella, dieci anni della mia vita accanto a lei. L’ho denunciata perché tutto questo, purtroppo, l’ha creato lei con qualcun altro sicuramente. Non do tutta la colpa, c’è qualcuno dietro di lei e ce lo deve dire chi è. Dopo la confessione che ho fatto, l’ho sentita. Ha tentato più volte di prendersi gocce  di quelle calmanti per dormire. Mi diceva sempre: ‘Ho preso le gocce, se muoio pensa alla mia famiglia’. Mi spaventava su questo, avevo sensi di colpa. Ho sempre creduto a lei, era un’amica“.

Una storia folle che ha provato a raccontare nel corso della chiacchierata con Barbara D’Urso: “Mi sono autoconvinta di essere innamorata di Simone. Era l’uomo perfetto, mi dimostrava tutto l’amore. L’ho incontrato una volta ma non so chi ho visto visto. L’ho visto alla Fontana di Trevi e un’altra volta in moto mentre passava con la macchina. Mi sono sentita sposata anche se non l’ho fatto. Ho fatto due tatuaggi per lui, non ho mai avuto una fotografia con il mio compagno. Mi mancava un contatto fisico, lui non si poteva muovere perché era un magistrato. Facevo finta di andare a casa mia con lui, in una Spa, vacanze finte.”

La Michelazzo ha poi ammesso: “Mark Caltagirone non esiste. Io so solo che ho bisogno di un medico, io non sto normale. Prati vittima? Si e no, ha creduto all’inizio poi secondo me si è svegliata dall’incubo ma ha retto il gioco. Secondo me lei sa che non esiste.” Non sono mancati riferimenti alla discussa aggressione con l’acido: “Io non ho visto la scena, non ci sono dei testimoni. Era sotto il garage, piangeva e il giacchetto era tutto bagnato. Poi acido, ho visto era più acqua e sapone. Come se la bottiglia era stata tirata verso la macchina, lei si è chiusa dentro e io sono scesa con la polizia. Ero presa dalla paura e dall’ansia ma non penso fosse acido muriatico, ho pensato che se era acido il giubbino doveva sciogliersi totalmente invece era solo bagnato, lei urlava e le hanno fatto una flebo. Anche la Prati ha chiamato alle quattro di notte dicendo che aveva trovato l’acido sul pianerottolo, Pamela Perricciolo è andata di corsa lì per vedere cosa era successo“, ha concluso la Michelazzo.

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