Un altro ospite di uno show di Jeremy Kyle si suicidò quattordici anni fa dopo aver esposto in diretta tv i suoi drammi familiari. Alcuni giorni fa l’emittente britannica Itv aveva sospeso il celebre e criticatissimo Jeremy Kyle Show dopo che un altro ospite, il 63enne Steve Dymond si era suicidato nella sua casa di Portsmouth. Dymond si era sottoposto ad uno dei tanti momenti gogna del programma: il test di rilevazione della menzogna. L’uomo aveva inizialmente negato di aver tradito la sua partner, ma la macchina della verità aveva confermato le sue bugie. “Siamo scioccati e rattristati dalla notizia della morte di un partecipante allo show una settimana dopo la registrazione dell’episodio in cui era presente – c’è scritto nella nota ufficiale della Itv – i nostri pensieri sono con la famiglia di Steve e con i suoi amici. Non manderemo così in onda l’episodio in cui era presente e abbiamo deciso comunque di sospendere le riprese del The Jeremy Kyle Show con effetto immediato”.

Nelle ultime ore però sono emerse ulteriori testimonianze su come gli autori del programma obbligassero molti ospiti a ingigantire i propri problemi personali esposti in diretta e ad interpretare sostanzialmente dei ruoli in commedia abbastanza definiti. È il caso di Dwayn Davison che sul Guardian ha raccontato la sua storia, ovvero quella dell’ “ospite più odiatore del programma”. “È la cosa peggiore che mi è capitata nella vita – ha spiegato Davison – questo programma mi ha rovinato”. Il caso dello show della Itv era finito anche in Parlamento dove diversi deputati ne avevano chiesto la chiusura. Infine la scoperta inquietante di un altro ospite di Jeremy Kyle ma del programma Britain’s worst husband, che si è tolto la vita dopo l’apparizione in tv. La signor Erica Pawson nel 2005 a 39 anni si suicidò dopo che il marito in diretta venne spinto da Kyle in persona a lasciarla. “Penso che Kyle si sforzi nel distruggere la vita delle persone – ha spiegato il marito della Pawson- per quanto mi riguarda ha distrutto la mia e quella di mia figlia. È molto aggressivo con le persone”.

Per chi ricorda il Jerry Springer americano non importa nemmeno che si faccia una googolata per recuperare qualche puntata del programma britannico. Solita esposizione di povera gente, proletariato e sottoproletariato spesso bianco e delle periferie, con in primo piano i loro problemi familiari, di cuore, economici, psicologici, o anche solo il rapporto d’incomprensione con un vicino di casa eccentrico. Problematiche spettacolarizzate con pubblico ululante e guardie del corpo a mezzo metro dal palco per evitare che accadano risse, che puntualmente comunque avvengono, tra partecipanti. Jeremy Kyle poi è un signore molto elegante che però sembra sguazzare nel sanzionare i comportamenti degli ospiti, offendendoli o dandogli lezioncine fino ad umiliarli. Sono oramai una decina d’anni che il Jeremy Kyle Show va avanti con la stessa formula. Tra le varie parti del programma c’è quella in cui si discutono i risultati di una specie di macchina della verità chiaramente farlocca.

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