“La storia è sempre storia contemporanea”, insegnarla significa sperimentarlo sul campo: il confronto tra passato e presente è necessario. Piena solidarietà dunque alla professoressa Rosa Maria Dell’Aria di Palermo; il lavoro dei suoi studenti sul razzismo di ieri e di oggi avrebbero potuto farlo i miei alunni (con qualche precisazione: viviamo in un sistema democratico, non c’è una dittatura), è vero che l’intolleranza e la discriminazione esistono anche oggi e sono molto forti.

La storia è sempre storia contemporanea e accostare fatti di epoche diverse non significa necessariamente indicarne la piena identità ma una certa somiglianza, un’aria di famiglia, una tendenza che potrebbe svilupparsi e degenerare. Insomma, le sparate di Salvini sui migranti devono allarmarci? Certe esagerazioni sono un problema per il governo (ha detto Di Maio) e generano preoccupazione nel Paese (dicono i ragazzi di Palermo). A tutto c’è un limite: 1. Salvini non può calpestare la dignità umana né ignorare la Costituzione che la difende; 2. Non può alimentare un clima di tensione continua nel Paese; 3. Non può cavalcare l’onda xenofoba di CasaPound; 4. Non può incitare all’odio razziale; 5. Se continua a farlo, non può più essere alleato dei 5Stelle.

La professoressa di lettere Rosa Maria Dell’Aria ha fatto bene a lasciar liberi gli alunni nella loro ricerca; hanno riflettuto e messo in relazione i fatti. Nel triennio del liceo l’insegnamento della storia è affidato al prof di filosofia, il legislatore ha voluto che la documentazione, lo studio delle fonti, fosse parallelo a una riflessione critica e filosofica sulla storia. E allora: cosa hanno fatto di diverso – coi loro piccoli strumenti e la loro giovanissima età – i ragazzi dell’istituto tecnico industriale di Palermo? Hanno ragionato e individuato somiglianze, indicato una tendenza, un pericolo: hanno “riferito la storia al bisogno e alla situazione presente”. Non viviamo in un regime fascista e Salvini non è il Duce (gli piacerebbe), ma il pericolo d’incrementare l’odio e derive autoritarie esiste. E’ questo in fondo che segnalano i ragazzi della II E di Palermo.

Che Salvini voglia incontrarli insieme alla loro docente è un gesto positivo, si spera non dettato solo da esigenze elettorali. Resta il fatto – ingiusto – che la Digos è entrata nella scuola e che la Prof è stata sospesa per 15 giorni con riduzione dello stipendio: Il Manifesto parla di squadrismo (“La sospensione della prof è un atto squadrista”); Libero minimizza (“Banalità di Pd e Cinquestelle: lega fascista”). In verità: è stata violata la libertà d’insegnamento e, sul piano generale, i ragazzi di Palermo hanno individuato un problema col quale è necessario confrontarsi.

Aveva ragione Benedetto Croce, poste le dovute differenze il confronto tra passato e presente è necessario: la storia è sempre storia contemporanea “perché, per remoti che sembrino i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni”. Infine: il caso della Prof Dell’Aria mostra quanto l’insegnamento della storia sia fondamentale per la formazione di cittadini liberi: aumentare il peso di questa disciplina (o diminuirlo) dice l’idea di scuola e di Paese che ha davvero in mente chi governa.

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