È a Nicola Lagioia in quanto direttore del Salone del Libro di Torino che vorrei rivolgermi. Con piglio socratico, al di là degli schiamazzi scomposti che si succedono in questi giorni. Caro Lagioia, non è sconvolto dal fatto che si sta verificando a Torino l’equivalente di ciò che un tempo era il rogo dei libri? E che in nome della lotta alle idee fasciste, si stanno di fatto approvando i peggiori metodi squadristi? Il fascismo sta tornando, ma a parti inverse: l’antifascismo è oggi l’alibi per usare metodi fascisti. Censura, insulti, ostracizzazione, persecuzione.

Il comunista Bordiga (che dai fascisti fu mandato al confino) disse che il peggior prodotto del fascismo fu l’antifascismo. Che Bordiga avesse ragione si evince dalla vicenda patetica del Salone del Libro e dai pedagoghi squadristi dell’antifascismo in assenza di fascismo, utili amici del cosmopolitismo liberista e della classe dominante no border. Che tutto l’interesse ha a spostare l’attenzione dal manganello invisibile dell’economia di mercato, che massacra i lavoratori a colpi di spread e di austerità depressiva, al manganello mussoliniano, fortunatamente estinto da tempo.

Gli squadristi dell’antifascismo vorrebbero mettere fuori legge perfino Gentile e Heidegger, di cui – ça va sans dire – non sono degni neppure di pronunziare il nome. L’ho detto e lo ridico. Il benemerito ed eroico antifascismo di Gramsci era patriottico, anticapitalista e in presenza reale di fascismo. L’antifascismo patetico e vile odierno delle sinistre è globalista, ultracapitalista e in assenza totale di fascismo.

È una variante, fucsia e arcobalenica, del liberismo cosmopolita e del manganello invisibile del mercato. Tanto per intenderci: chi si dice antifascista e poi accetta i massacri economici EU è un vile impostore. Il paradosso del Salone del Libro di Torino sta nel fatto che a bruciare simbolicamente i libri sono ora gli alfieri del progressismo neoilluminista! Chi si dice antifascista e poi accetta i massacri economici EU è un vile impostore. E i “soloni del Salone” (del Libro) come si collocano?