Restano in carcere Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci. Lo ha deciso il gip Rita Cialoni che ha rigettato le istanze di scarcerazione avanzate dai due indagati al termine dell’interrogatorio di garanzia. Il giudice nelle motivazioni con cui ha confermato il carcere afferma che continua a sussistere il rischio di inquinamento probatorio. Dopo gli abusi il primo, consigliere per CasaPound  a Vellerano, era riuscito a cancellare foto e video con le riprese delle brutalità sulla vittima, mentre il secondo, militante del movimento di estrema destra, non ci era riuscito. Intanto una consulenza tecnica sui loro cellulari sarà eseguita per accertare a chi sono stati veicolati i tre video e le quattro foto degli abusi avvenuti il 12 aprile scorso in un pub di Viterbo.

La procura sta valutando di affidare gli accertamenti tecnici per cercare di ricostruire con certezza chi, nei giorni successivi ai fatti, si è visto notificare sul telefono cellulare le scene dello stupro. Nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip si fa riferimento ad almeno due “gruppi” di chat Whatsapp in cui sono stati inviati da Licci video e immagini tali che che alcuni partecipanti gli sollecitano la cancellazione. “Quanto, invece a Chiricozzi, evidentemente sollecitato nel senso sopra indicato – scrive il giudice – risulta l’avvenuta cancellazione dell’applicazione Whatsapp, con conseguente eliminazione del relativo contenuto dal telefono cellulare”.

Anche a Licci era arrivato un consiglio, in particolare dal padre, di buttare il cellulare. “Il padre di Riccardo Licci, che ha consigliato al figlio di buttare il cellulare con il video dell’aggressione, lo capisco, vorrei vedere altrimenti” commenta Franco Taurchini, legale della vittima. L’avvocato, durante la trasmissione ‘Uno, Nessuno, 100Milan’ di Radio 24 ha anche aggiunto: “Se capitasse a mio figlio una cosa del genere, cercherei di proteggerlo in tutti i modi. Se mio figlio fosse ricercato dalla polizia, potrei cercare di consigliarlo su cosa sarebbe preferibile fare ma se mi chiedesse aiuto, magari a non farsi trovare, ecco io come genitore non avrei alcun dubbio, lo farei”.

L’attività istruttoria quindi prosegue e nelle prossime ore farà registrare una accelerazione legata ad una serie di audizioni che i pm, coordinati da procuratore Paolo Auriemma, hanno in programma per mettere in fila i tasselli di una indagine che potrebbe avere ulteriori sviluppi.”Vogliamo capire e chiarire i vari passaggi di quella serata“, spiegano gli inquirenti. In questo ambito verranno ascoltate le persone che erano presenti nel pub “Totòs” dove Chiricozzi e Licci, i due arrestati per violenza sessuale di gruppo, hanno conosciuto la donna che poi hanno violentato nel seminterrato di un altro locale, l’”Old manners”, di solito adibito a circolo locale di Casapound. Verifiche, infine, sono state disposte per risalire a chi ha resettato l’hard disk del sistema di video sorveglianza esterna al pub teatro della violenza.

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