Alleanza sì, ma intransigenza sui conti pubblici. A Milano il 18 maggio i partiti nazionalisti d’Europa si riuniranno insieme a Matteo Salvini per presentare “il nuovo gruppo parlamentare dei patrioti”, come ha raccontato a Repubblica Jörg Meuthen, il candidato di punta alle Europee dell’Alternative für Deuschland, l’ultradestra tedesca. “Se si paragonano le posizioni di Orban con quelle della Lega o dell’AfD è assolutamente chiaro come siano molto simili. Siamo già alleati da un pezzo. Solo che apparteniamo, per ora, a gruppi diversi”, ha detto il portavoce del partito. Posizioni simili tranne su un tema, il fiscal compact, come ammette lo stesso Meuthen. Che poi chiarisce meglio la linea dell’AfD, opposta a quella della Lega: “Il rispetto delle regole del Trattato di Maastricht è fondamentale per garantire la stabilità dell’euro. Altrimenti non può funzionare”.

Proprio ieri, giovedì, durante la sua visita a Budapest per incontrare il premier ungherese Viktor Orban – che per ora resta nel Ppe – Salvini aveva dichiarato che l’austerity “minaccia la pace”. “È difficile combattere l’austerity se ti allei con Orban o con i paesi dell’Est Europa che invece ti fanno la guerra”, gli aveva replicato a distanza Luigi Di Maio durante la presentazione del programma per le europee del Movimento 5 stelle. Gli alleati di Salvini, almeno in Germania, hanno “posizioni divergenti”, come spiega Meuthen, professore di economia politica. D’altronde non è una novità che per l’AfD la politica del pareggio di bilancio, lo Schwarze Null, sia da sempre un punto fermo. A Berlino chi è critico nei confronti dell’austerity sono in partiti che al Bundestag siedono dalla parte opposta: la Linke e i Verdi.

Anzi, i partiti nazionalisti e il gruppo di Visegrad erano stati i più critici nei confronti dell’Italia durante la negoziazione con la Commissione Ue sull’ultima legge di bilancio. E Meuthen, nella sua intervista a Repubblica, avverte la Lega che, anche da alleata, se vorrà continuare la sua battaglia sulla flessibilità lo dovrà fare da sola: “Se l’Italia sostiene queste idee e se ne prende la responsabilità, per noi va bene”, ha spiegato. Le priorità dell’AfD sono altre: “Abbiamo nell’Ue un eccesso di regolamentazione, decidono cose che non dovrebbero essere decise a Bruxelles. Come le questioni sul gender o sul clima, totalmente superflue. È giusto interrogarsi su politiche migratorie sensate o su una politica ambientale comune quando i problemi possono essere risolti solo insieme. Vogliamo un’Europa più piccola e più snella”, spiega il candidato tedesco.

Anche sulla questione migranti, di fronte alla richiesta di Roma di una redistribuzione, Meuthen resta tiepido: “Ammiriamo il lavoro dell’Italia in questi anni. Ma vogliamo chiudere le frontiere esterne dell’Ue. Pensiamo che l’Italia non possa portare da sola il peso dell’immigrazione. Ma dobbiamo decidere insieme chi far entrare. Solo dopo si può parlare di redistribuzione”. “Salvini li vuole fermare esattamente come noi”, ricorda poi il candidato dell’AfD. “Come? Rafforzando Frontex e riportando le persone nei luoghi di provenienza – prosegue Meuthen – quindi anche in Libia, perché se si chiudono le frontiere, non verranno più”, conclude.