La Juventus non giocherà le partite della International Champions Cup negli Stati Uniti, bensì in Asia. Lo farà per evitare il rischio che Cristiano Ronaldo possa essere arrestato dalle autorità americane nell’ambito dell’indagine aperta a Las Vegas dopo le accuse di Kathryn Mayorga, la donna americana che ha raccontato di abusi subiti in una camera d’albergo nel 2009 e di essere stata pagata 375mila dollari dall’attaccante portoghese per comprare il suo silenzio. A sostenerlo è il New York Times, secondo cui la decisione del club bianconero di non giocare le sue partite amichevole contro Tottenham Hotspur e Manchester United in Asia sia stata influenzata dalla situazione di Ronaldo. Il quotidiano newyorkese lo afferma citando fonti vicine all’organizzazione del torneo estivo e scrive che i bianconeri probabilmente scenderanno in campo a Singapore e in Cina. Un portavoce della Juventus interpellato dal Nyt ha spiegato invece che le decisione di “andare ad est” è normale, dopo aver trascorso le recenti estati negli Stati Uniti.

Già nel 2017 Football Leaks, inchiesta internazionale sugli affari sporchi del calcio, aveva mosso accuse di abusi sessuali nei confronti di Ronaldo. Accuse che poi la 35enne Mayorga aveva confermato al settimanale tedesco Der Spiegel mentre quasi contestualmente il dipartimento di polizia metropolitana di Las Vegas dichiarava di aver riaperto le indagini. Ronaldo, in vacanza con il cugino e il cognato, avrebbe avuto rapporti non consensuali con la donna e avrebbe pagato per chiudere la vicenda pronta ad esplodere in un anno cruciale per la sua carriera, con l’addio al Manchester United e lo sbarco al Real Madrid.

L’attaccante portoghese ha sempre smentito ogni accusa, definendo lo stupro un “crimine abominevole contrario a ciò in cui credo”. La Juventus ha sempre creduto alla sua versione e, sottolinea ancora il New York Times, non potrebbe permettersi di affrontare la tournée americana lasciando a casa il suo campione e la sua “attrazione principale”.

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