A tre giorni dal 6 marzo, giorno dal quale sarà possibile fare domanda per il reddito di cittadinanza, la consulta dei Caf ha approvato l’ipotesi d’intesa con l’Inps raggiunta venerdì per dare assistenza ai potenziali percettori. Le domande raccolte a marzo, ha spiegato il coordinatore della Consulta Mauro Soldini, saranno trasmesse all’Inps per la verifica dei requisiti dal 25 marzo fino al 15 aprile. Il 26 aprile i cittadini riceveranno l’esito della richiesta: se sarà positivo, Poste invierà la comunicazione per il ritiro della carta dove verrà caricato l’importo e il pagamento avverrà dai primi di maggio. In caso di diniego non è ancora chiaro se il richiedente potrà fare ricorso.

Visto che la Camera inizia oggi l’esame del decreto, da convertire in legge entro il 28 marzo, le prime domande verranno valutate sulla base della versione iniziale del testo pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 28 gennaio. Versione che non include le modifiche approvate in Senato, come la stretta sui requisiti per i cittadini extracomunitari. “Contiamo sul buon senso nel non cambiare troppo la normativa perché poi ne dovremo rispondere”, ha commentato Soldini. “Qualsiasi cambiamento comporterebbe modifiche alla modulistica” diffusa dall’Inps. “Speriamo in ogni caso ce le modifiche non siano rilevanti e siano di facile gestione. Non siamo negativi, pensiamo che si potranno risolvere”.

Intanto manca ancora il bando per la selezione dei navigator, su cui governo e Regioni non hanno raggiunto un accordo. “Con il nuovo presidente dell’Anpal, Mimmo Parisi, non abbiamo avuto finora nessun contatto né lui ci ha cercato”, ha detto ad Adnkronos/Labitalia Cristina Grieco, coordinatrice degli assessori regionali al Lavoro e assessore della Regione Toscana.

Cgil, Cisl e Uil, in audizione davanti alle commissioni di Montecitorio sul Decretone, hanno espresso preoccupazione sul conflitto di attribuzioni tra Stato e Regioni sul tema delle assunzioni dei navigator e su alcune novità inserite con emendamenti. A partire dall’individuazione come congrua di una retribuzione superiore a 858 euro ”non tiene conto dei salari percepiti da lavoratrici e lavoratori impegnati in alcuni settori o delle retribuzioni di molti lavoratori part-time”. Secondo i sindacati la nuova soglia “apre una serie di problemi” a partire “dall’ulteriore differenziazione della congruità rispetto alle regole del sistema di condizionalità vigente per gli altri percettori di trattamenti di sostegno al reddito, come ad esempio la Naspi”. Per i percettori di Naspi infatti è ritenuta congrua un’offerta “superiore di almeno il 20 per cento alla indennità percepita nell’ultimo mese precedente”.

Sull’aumento delle ore di volontariato presso i Comuni che i percettori del reddito di cittadinanza devono garantire, passato da 8 a 16 ore, ”va sicuramente aperta una riflessione”. Ciò in quanto la nuova soglia, introdotta nel passaggio del decreto legge rdc e quota 100 al Senato, “equivale sostanzialmente ad un tempo parziale nella pubblica amministrazione e in altri settori”.