Infiltrazioni di un gruppo legato al clan Santapaola-Ercolano nelle scommesse online. Sono state chiuse le indagini della Dda di Catania nei confronti di 99 indagati. L’inchiesta – che aveva portato all’arresto di 28 persone – si basa su indagini di Guardia di finanza, Scico delle Fiamme gialle, carabinieri del comando provinciale e della sezione Anticrimine dell’Arma sul gruppo dei fratelli Carmelo, Giuseppe Gabriele e Vincenzo Placenti.

I reati contestati, a vario titolo, sono associazione mafiosa e a delinquere, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse e intestazione fittizia di beni. Sarebbero connessi alla gestione illecita d’imprese, in Italia e all’estero (Antille Olandesi-Curacao, Albania, Malta, Regno Unito e Seychelles), dedite all’acquisizione di licenze e concessioni governative utilizzate per le attività di giochi e scommesse a distanza, aggirando le normative fiscale e antiriciclaggio. Emerse anche violazioni delle misure di prevenzione patrimoniali con l’intestazione fittizia di beni e società. Contestati anche delitti contro il patrimonio e commessi per acquisire la gestione o comunque il controllo diretto ed indiretto delle attività imprenditoriali attive nel settore dei giochi e scommesse a distanza in Sicilia e la corruzione elettorale.

Tra gli indagati anche l’ex vicesindaco di Misterbianco, Carmelo Santapaola, accusato di associazione per delinquere e di avere “raccolto scommesse clandestine in contati per 25.800 euro” e di “avere agito al fine di agevolare la famiglia Santapaola-Ercolano”. L’ex vice sindaco si è dimesso e la Prefettura di Catania ha avviato un’ispezione al Comune di Misterbianco.