Un milione di euro al mese. È il volume degli affari delle 20 agenzie di scommesse sequestrate nelle province di Catania, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa nell’ambito dell’indagine della procura catanese su mafia e il mercato della raccolta illecita delle scommesse online. In giornata sono state notificate 28 ordinanze di custodia cautelare. I destinatari del provvedimento sono indagati, a vario titolo, per associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione per delinquere, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, riciclaggio, l’intestazione fittizia di beni. Contestata anche la truffa allo Stato con l’aggravante di avere favorito la mafia.

L’operazione, ribattezzata “Gaming off line”, ha permesso di far luce sugli affari del clan Cappello nel settore delle scommesse on line riconducibili a società operanti all’estero (Albania, Romania e Malta) e su una organizzazione criminale dedita alla gestione di numerose agenzie di scommesse sull’intero territorio siciliano che sfruttavano la copertura legale fornita dal marchio “Planetwin365” (fino al 2017). In alcuni casi gli investigatori hanno documentato l’accesso nelle sale scommesse di minorenni.

Accusato di essere il promotore dell’organizzazione è Salvatore Massimiliano Salvo, ritenuto un esponente del clan Cappello Carateddi, con la complicità, tra gli altri, di Giovanni Orazio Castiglia, e Salvatore Bosco: a tutti è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare. L’indagine ha anche evidenziato un progetto di espansione della cosca prevedeva l’acquisizione nelle province di Ragusa e Siracusa di locali commerciali da adibire a sale scommesse e la commercializzazione di un software che avrebbe consentito l’esercizio abusivo di scommesse. La procura di Catania ha chiesto ed ottenuto dal gip l’emissione di 22 provvedimenti restrittivi, due dei quali in carcere e notificati ad altrettanti detenuti, Bosco e Salvo. Gli altri 20 indagati sono stati posti ai domiciliari. Il gip ha anche emesso altre sei provvedimenti restrittivi nei confronti di sei persone fermate nei giorni scorsi. Per uno, Castiglia, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Per gli altri cinque sono stati disposti gli arresti domiciliari.

“Quello del gioco è un settore, come quello dei rifiuti, nel quale le sanzioni dovrebbero essere adeguate, quando esistono questo tipo di infiltrazioni, alla posta in gioco, per non parlare del danno che si fa all’erario”, ha detto il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. “Quello del gioco – ha aggiunto il capo degli inquirenti entei – è uno dei settori che assicura alle organizzazioni maggiori profitti con minori rischi. Vi sono altri settori, come quello della droga, ma lì le sanzioni sono notevoli. Qui le sanzioni non sono commisurate alle infiltrazioni che le organizzazioni hanno nel tessuto economico perchè grandi profitti vengono poi riciclati e danneggiano, fanno concorrenza sleale all’economia sana, reclutano personale, manovalanza, e si rafforzano in maniera incredibile”.

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