Un emendamento al Decretone in esame al Senato “per assicurare sei mesi di ammortizzatori sociali“. È l’annuncio che il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio porta con sé al tavolo al Comune di Termini Imerese con sindaci e sindacati sulla Blutec. Il timore di una mancata proroga della cassa integrazione, scaduta il 31 dicembre scorso, aveva portato le tute blu dello stabilimento ex Fiat a organizzare giorni di proteste, occupando simbolicamente la sede del Comune e poi tenendo un sit-in davanti al ministero dello Sviluppo economico a Roma per chiedere proprio che il faccia a faccia con Di Maio fosse anticipato a questo sabato. “La Blutec deve rispettare gli impegni che ha preso”, ha detto il vicepremier incontrando i giornalisti al termine dell’incontro. “E allo stesso tempo Fiat, cioè Fca, deve fare la sua parte, perché è vero che ha deciso di andare via ma si è impegnata a garantire la transizione”, ha continuato.

“Il caso Blutec non è solo una vertenza ma una questione di rispetto dello Stato. Entro le prossime settimane erogheremo gli ammortizzatori sociali fino a giugno, ma Blutec deve rispettare lo Stato che ha erogato soldi pubblici”, ha detto Di Maio. Poi ha aggiunto: “Qui ci sono dei lavoratori, diverse centinaia, che aspettano di essere riassunti nello stabilimento ex Fiat, oggi Blutec, e allo stesso tempo hanno il diritto di ricevere la Cassa integrazione che deve essere erogata in attesa che Blutec rispetti gli impegni”.

“Quando abbiamo cominciato ad affrontare la questione ci siamo resi conto che legge non consentiva di erogare la Cig dal primo gennaio – ha proseguito il ministro – Io sono venuto qui per dire che lunedì modifichiamo la legge con un emendamento al decreto sul reddito cittadinanza e quota 100. Come ministro erogherò ai lavoratori della Blutec gli ammortizzatori di gennaio e febbraio che non hanno ricevuto nonostante l’accordo firmato e nei prossimi mesi fino a giugno”.

“Questo è un modo per dimostrare che quando si vuole fare una cosa si fa, anche modificando la legge – ha sottolineato Di Maio – Ma il problema è che lo Stato si deve fare rispettare. Questo territorio vuole lavoro, sta vivendo e ha vissuto lo scotto della trasformazione del mondo del lavoro soprattutto dell’automotive, che ha sacrificato Termini Imerese. Blutec ha preso impegni con lo Stato e col territorio, deve rispettarli”. “Nelle prossime settimane incontrerò dei soggetti economici che stanno mostrando interesse per l’Italia a causa della Brexit”, ha risposto invece Di Maio commentando la possibilità di un interesse di Nissan e Honda sul territorio.

L’incontro – Il sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta si è complimentato con il ministro durante l’incontro in comune. “È venuto per due volte qui in meno di 120 giorni. Mai successo prima”, ha detto. Presente anche l’assessore alle attività produttive Girolamo Turano e il governatore siciliano Nello Musumeci. “Se ci sarà un piano industriale serio per un’area che definisco quasi ex industriale e se ci saranno soggetti imprenditoriali credibili dell’auto” la regione sarebbe disposta a finanziare “ulteriori 200 milioni di euro” per “le infrastrutture dell’area”, ha detto il presidente della Sicilia.

Di Maio è stato accolto al grido di “lavoro, lavoro” da parte di un gruppo di dipendenti della Blutec. Il ministro si è fermato pochi istanti con i lavoratori e poi, accolto dalla perfetta Antonella De Miro, è entrato nella sede del comune per l’incontro con sindaci e sindacati. Tra gli interventi, oltre a quello del sindaco Giunta e del governatore Musumeci, c’è stato quello di Michele Di Palma, segretario nazionale Fiom Cgil. Presente anche Emilio Miceli, Segretario confederale Cgil. A chiudere è stato Roberto Mastrosimone, segretario regionale Fiom Cgil, che da anni segue la vertenza. L’incontro è terminato poco prima delle ore 17 con la lettura di un documento finale.

La vertenza Blutec – Sono passati più di tre mesi dall’incontro al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza dello stabilimento ex Fiat. Un tavolo in cui Blutec aveva proposto un nuovo piano industrialenonostante l’inchiesta sull’utilizzazione del finanziamento pubblico da circa 21 milioni di fondi regionali vincolati a precisi investimenti industriali mai realizzati. Un piano concreto è atteso da anni, visto che dopo aver incassato i soldi pubblici, Blutec si è progressivamente rimangiata buona parte delle promesse fatte. Già l’ex ministro Carlo Calenda aveva ereditato lo spinoso caso dalle passate gestioni e aveva scelto di rimandare tutto passando così la patata bollente al governo gialloverde