La protesta della Blutec è arrivata a Roma. Ieri, dopo sei giorni di proteste, il ministero dello Sviluppo economico ha scelto di convocare il tavolo tecnico di confronto il 5 marzo. Oggi una delegazione di sindaci e amministratori del comprensorio di Termini Imerese, in provincia di Palermo, è arrivata nella Capitale. Il gruppo ha organizzato un sit-in davanti al Mise con l’obiettivo di far anticipare l’incontro e di tornare a chiedere la proroga della cassa integrazione per gli oltre 700 operai dell’ex stabilimento Fiat. Dopo varie ore di silenzio da parte del ministero, la giornata si è chiusa con una “tregua”. Luigi Di Maio ha accettato l’incontro durante il quale ha deciso di anticipare il tavolo in Sicilia al 23 febbraio.

Alla protesta, oltre ai primi cittadini Termini Imerese, Ventimiglia, Trabia, Campofelice di Roccella, Caccamo, Sciara, Cerda, Baucina, Ciminna, al vice sindaco di Lascari e all’assessore Giovanna Marano di Palermo, ha partecipato anche una rappresentanza sindacale di FimFiom e Uilm. Tra le richieste anche quella di rilanciare la fabbrica nella quale finora sono stati riassorbiti solo 130 lavoratori. Durante il confronto con il vicepremier i sindacati hanno chiesto di “procedere per step e trovare una risposta” urgente “per risolvere il problema della cassa integrazione”.

Il ministro, hanno spiegato fonti presenti all’incontro, ha assicurato che in attesa del tavolo tecnico proverà a risolvere le questioni aperte: la proroga della Cig per i lavoratori Blutec, per la quale si aspetta la firma del decreto, e la mobilità in deroga per gli operai delle aziende dell’indotto. Inoltre, il ministro aprirà un confronto con Fca e Blutec sul piano di reindustrializzazione. “Dopo mesi di disattenzione è almeno un segnale, cui ci auguriamo che seguano decisioni e interventi concreti da parte del governo nazionale”, ha commentato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

All’incontro di oggi col ministro era presente anche il primo cittadino di Termini Imerese, Francesco Giunta. “Con il ministro si è convenuto che, nell’interesse dei lavoratori e di una buona risoluzione della vertenza, possa individuarsi una condivisione d’intenti per poter operare in modo costruttivo e in un clima di reciproca collaborazione tra le istituzioni nazionali, regionali e locali”, ha commentato. “Siamo soddisfatti – ha proseguito – innanzi tutto perché ha anticipato di qualche giorno l’apertura del tavolo. La situazione è esplosiva come dimostra il fatto che il Comune è occupato permanentemente dai 1.000 operai che non ricevono più gli ammortizzatori”. “La nostra richiesta – ha chiosato – è una proroga immediata di tre mesi della cassa integrazione per gli operai, mentre per la reindustrializzazione del sito è ovvio che occorrerà più tempo”.

In proposito Giunta ha auspicato che “il ministro faccia tornare Fca al tavolo” come promesso. “Se siamo in questa situazione è perché Fca ha lasciato lo stabilimento mentre ha investito in altri. Lo dimostra il fatto che la prima auto elettrica, la 500, verrà prodotta a Mirafiori e non a Termini – ha concluso – noi non riteniamo la vertenza chiusa con l’arrivo di Blutec. Occorre un soggetto che affianchi Blutec o che lo sostituisca, perché è una società che non ha la capacità economica dei grandi gruppi automobilistici”.

Lo stesso primo cittadino aveva protestato con il Mise per non essere stato convocato al tavolo di confronto programmato per il 5 marzo. “La mia esclusione suona come una misera azione da parte di chi l’ha suggerita – aveva scritto il sindaco in una lettera – in passato sono sempre stato invitato a partecipare a tutti gli incontri a qualsiasi livello e con qualsiasi governo”.