La nuova maturità non piace alle organizzazioni sindacali che scendono in campo a fianco dei ragazzi contro il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Cgil, Cisl e Uil, infatti, hanno chiesto un incontro urgente al capo dipartimento Carmela Palumbo per affrontare la questione dell’esame di Stato. Lena Gissi, Francesco Sinopoli e Pino Turi, segretari scuola dei tre maggiori sindacati, nei giorni scorsi hanno preso carta e penna e inviato una lettera a viale Trastevere: “Numerose e importanti novità – si legge – arrivano ad anno scolastico inoltrato, nella fase conclusiva del percorso didattico degli studenti determinando disorientamento e difficoltà di adeguamento delle indicazioni ministeriali ai contesti organizzativi, metodologici e didattici già strutturati, funzionali a piani formativi che le scuole avevano da lungo tempo programmato ed ora nella fase conclusiva di realizzazione. Per un esame attento delle criticità e l’individuazione delle possibili soluzioni siamo a richiedere un incontro urgente”. Una missiva che è rimasta sul tavolo degli uffici di viale Trastevere senza alcuna risposta alle organizzazioni sindacali e senza alcuna calendarizzazione dell’incontro richiesto.

Secondo i sindacati sono parecchie le problematiche che vanno affrontate. A non piacere è la seconda prova mista che vedrà, ad esempio greco-latino al classico e che dovrebbe sostanziarsi in una versione da tradurre e da confrontare con un altro testo già tradotto e in un quiz di tre domande per saggiare la preparazione degli studenti. Sul tavolo degli imputati anche l’orale: i materiali di partenza saranno predisposti dalle stesse commissioni, nei giorni che precedono l’orale, e sorteggiati dagli esaminandi il giorno stesso. Le organizzazioni sindacali chiedono maggiore chiarezza: “Abbiamo bisogno – spiega Lena Gissi della Cisl – di capire cosa hanno intenzione di fare, questo intervento in corso d’opera ha creato non pochi problemi sia ai docenti che ai ragazzi. Ci devono dire qual è l’itinerario che intendono proporre alle scuole. Speriamo di poter dare agli studenti qualche informazione in più. Sono tutti in attesa delle simulazioni che non sappiamo quando arriveranno. Non ci sono indicazioni precise, vogliamo capire quali modifiche si possono fare”.

Dello stesso parere Francesco Sinopoli della Cgil: “L’urgenza di questo incontro è dovuta alle indicazioni ministeriali, che continuano ad arrivare diluite nel tempo ma che sono destinate a produrre importanti effetti rispetto ai contesti scolastici, organizzativi e didattici, funzionali alla realizzazione dei percorsi formativi, che per gli studenti delle quinte ormai sono nella fase conclusiva. Già nel metodo non è accettabile che il ministero continui con la logica delle riforme che calano dall’alto. Ma se a questo si aggiungono, come sta accadendo, anche irruzioni nel processo di formazione, con il conseguente disorientamento degli studenti, risulta del tutto evidente che questa non può essere la modalità giusta per avviare la riforma degli esami destinati a concludere il ciclo di studi”.

Proprio sulla maturità il ministro Bussetti era intervenuto per rasserenare gli animi: “Sarà un esame di stato nuovo, dovete studiare tutto, non aggiungo altro. Cercheremo di accelerare e darvi modo di prepararvi. State tranquilli non abbiate paura, tutti insieme ce la faremo tutto e valorizzeremo l’esperienza di questi 5 anni, affinché la maturità sia un ricordo positivo”. Parole per nulla apprezzate da Sinopoli che all’inquilino di viale Trastevere replica: “Non bastano gli inviti del ministro alla tranquillità, che verrebbe piuttosto dalle garanzie di qualità dei percorsi. La formazione dei giovani richiede investimenti nel sistema nazionale di istruzione, mentre farebbe volentieri a meno degli interventi che arrivano a sorpresa”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Maestro di Foligno, il padre del bambino: “È razzismo, i miei figli stanno male”

next
Articolo Successivo

Studenti contro la nuova maturità, dalla Sicilia al Trentino: “Governo bocciato”

next