Nuovo episodio antisemita in Francia all’indomani della grande manifestazione di Parigi per dire “basta” al fenomeno, ormai dilagante. Alcune svastiche alla rovescia e scritte discriminatorie sono state scoperte a Champagne au Mont d’Or, vicino Lione.

Il fatto è avvenuto all’interno del cimitero del piccolo paese, come ha fatto sapere la prefettura. Sulla stele del Giardino del ricordo, luogo multiconfessionale dedicato alla dispersione delle ceneri, le svastiche sono state disegnate in rosso, insieme alla scritta “Shoah blabla“. Ai piedi del monumento, invece, è stata scritta un’altra frase, “passkon a pa le shoah”, traducibile con “perché non abbiamo la shoah“, accompagnata sempre da una svastica.

Immediata la condanna da parte del prefetto della regione Rhône-Alpes, Pascal Mailhos, che ha dichiarato di aver aperto un’inchiesta. “L’antisemitismo, la xenofobia, l’omofobia od ogni altra forma di odio – ha ammonito in un tweet pubblicato con l’account ufficiale della prefettura – non hanno spazio nella nostra Repubblica”.


È solo l’ultimo di una serie di episodi antisemiti che negli ultimi giorni hanno interessato il paese. Ieri è toccato al cimitero ebraico di Quatzenheim, in Alsazia. Il luogo sacro è stato profanato con svastiche blu e gialle, dipinte su oltre 80 lapidi. Pochi giorni fa, invece, a subire l’odio razziale era stato il filosofo Alain Finkielkraut, accademico figlio di genitori sopravvissuti ad Auschwitz, insultato da alcuni gilet gialli che partecipavano al quattordicesimo sabato di proteste nella capitale. In mezzo tutta una serie di altri piccoli “sintomi” del fenomeno, dalla svastica disegnata su un ritratto di Simone Veil, alla scritta ‘Juden’ sulla vetrina di un negozio, fino alla profanazione del luogo della morte del giovane ebreo Ilan Halimi, torturato per 3 settimane dai suoi rapitori e poi ucciso nel 2006.

Una deriva antisemita preoccupante che ieri ha portato migliaia di francesi a scendere in piazza, proprio per protestare contro questa forma di razzismo. Si sono radunati in place de la République, a Parigi, sventolando cartelli e striscioni con scritto “No a banalizzare l’odio”, oppure “basta”. All’iniziativa ha aderito anche il premier, Édouard Philippe.

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