Perché sono soltanto sei le donne su 24 artisti in gara?”, chiedono al direttore artistico Claudio Baglioni durante il Dopofestival. Una domanda che si ricorre da quando mesi fa fu annunciato il cast del Festival di Sanremo. Baglioni risponde spiegando che sono arrivate meno proposte femminili, un fatto statistico, niente di più. Il discorso sembrava chiuso, quando a sorpresa interviene Francesco Renga che lo interrompe e prende la parola per dare la sua “spiegazione fisica, di vocalità: la voce maschile è più armoniosa, più gradevole; invece, le voci femminili aggraziate, belle, dolci sono sicuramente poche, molte di meno di quelle maschili”.

“Potete dissociarvi”, si smarca subito Baglioni. Il pubblico rumoreggia, la conduttrice Anna Foglietta ricorda che il problema delle quote rosa riguarda anche il cinema, il Parlamento e un po’ tutta la società ma Renga è un fiume in piena. “Non è un caso che ci siano molti più cantanti maschili, è che la voce maschile ha una gradevolezza migliore – aggiunge – quella femminile ha frequenze diverse, vengono apprezzate veramente solo quando sono davvero speciali”.

Un’affermazione che ha imbarazzato Claudio Baglioni e che ha scatenato polemiche sui social, dove in tanti lo accusano di sessismo. Stamattina, il cantante si è scusato, anche sui sui social: “Ieri nel cercare di esprimere un concetto tecnico mi sono incartato e ho finito per dire una cosa sbagliata. Capita. E me ne scuso. Tengo solo a sottolineare che le donne sono il centro della mia vita e accusarmi di sessismo significa strumentalizzare un’opinione”. “Capisco che la polemica è il sale dei dibattiti – aggiunge Renga – e mi dispiace di averla incendiata esprimendo male un pensiero. Se dico che per una questione di frequenze una voce femminile sia più rara e per questo anche più preziosa, accetto che ci sia chi non la pensa come me ma mi ferisce chi va oltre tirando il ballo il sessismo. Ci tenevo a chiarire perché sul tema uomo/donna, che è decisamente più alto di un dibattito sulle frequenze vocali, non accetto strumentalizzazioni. Spero che le persone in buona fede capiranno che non c’è nulla di più lontano del maschilismo nel mio modo vedere le cose. Tutto qua”.