Prima la benedizione e il segno della croce. Poi il saluto romano. Così i camerati di Forza Nuova hanno salutato Andrea Visentin, segretario regionale di Forza Nuova in Veneto. È morto per un male incurabile all’età di 44 anni e siccome era un dipendente dell’Arca del Santo, è stata concessa la celebrazione del funerale nella Basilica del Santo a Padova. Il tempio era gremito. Ma è stato all’uscita, dopo la benedizione della salma, quando il carro funebre si è allontanato, che una cinquantina di ragazzi del partito di estrema destra hanno salutato a loro modo Visentin. Tutti con la mano tesa nel saluto romano. Qualcuno ha chiamato: “Camerata Andrea Visentin!”. E tutti hanno risposto “Presente”. Tutto è stato visto (e probabilmente filmato) da agenti della Digos che, sulla base di quanto accaduto, hanno inviato un’informativa di polizia alla Procura della Repubblica indicando gli estremi di manifestazione non autorizzata e apologia del fascismo.

La messa era stata celebrata da padre Oliviero Svanera, il rettore della Basilica. Durante l’omelia aveva ricordato il lato umano, e di riflesso anche politico, di Visentin: “Andrea amava la vita e si è aggrappato ad essa con speranza cercando di sconfiggere il male anche quando non era più possibile. Era una persona generosa e benvoluta. Ricordiamo la sua correttezza, il rispetto per le idee altrui anche nella difficile lotta sostenuta per le sue idee politiche, lo ricordiamo per la dedizione al lavoro e la sua discrezione”. Sul pulpito è salito anche il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore. “In Andrea Visentin non c’era odio, invidia, pettegolezzo. Molte le sue iniziative a favore del bene, dell’idea, della giustizia. – ha detto – Il suo essere passato al di là non è una perdita: ora è un uomo che sta accanto a Dio, con lui perdiamo un combattente vicino a noi ma ne conquistiamo uno che dall’alto dei cieli ci stende una mano di protezione”. Quindi il carro funebre, con la bara ricoperta da un cuscino di fiori bianchi ha lasciato il sagrato del Santo. Ma in via Belludi si è fermato davanti ai militanti schierati. Uno di loro ha detto: “Andrea, sei un esempio, resterai con noi”. Ed è partito il saluto romano. Il feretro si è fermato, mentre uno di loro affermava: “È un esempio che resterà con noi”, scandendo ad alta voce il nome di Andrea. Dopo il segno della croce, è arrivato il saluto romano.