Bruxelles e l’Europa si preparano alla hard Brexit, cioè dell’uscita del Regno Unito dalla Ue senza un accordo. Lo scenario diventa sempre più probabile dopo il voto che ha bocciato il “deal” proposto da Theresa May. Ma nonostante la sconfitta, la Camera dei Comuni ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti della premier britannica. L’ipotesi, che per gli esperti apre le porte a un “disastro economico inimmaginabile”, “sta diventando più possibile dopo martedì sera” ha detto il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas. “Stiamo prendendo molto sul serio l’ipotesi di no deal”, ha proseguito, precisando che “da un po’ di tempo stiamo facendo un importante lavoro” per essere pronti a questa eventualità. Il portavoce dell’esecutivo comunitario ha aggiunto che “stiamo mandando il vicesegretario generale per un tour nelle capitali europee per discutere con gli Stati membri di come si possa procedere con questo lavoro”. I primi ad attivarsi in questo senso sono i francesi: il premier Edouard Philippe, al termine di una riunione con diversi ministri a Matignon, ha annunciato l’attivazione di un piano che “comporta misure legislative e giuridiche che mirano a fare in modo che non ci sia un’interruzione dei diritti e che i diritti dei nostri concittadini o delle nostre imprese vengano effettivamente protetti”.

Intanto il leader dei Labour Jeremy Corbyn per la prima volta apre all’ipotesi di un nuovo referendum. “Se il governo rimane intransigente“, rifiutandosi di convocare nuove elezioni o di proporre un accordo che possa avere il sostegno del Labour, allora è giunto il momento di valutare altre opzioni, che comprendano anche “il voto popolare”, ha detto Corbyn parlando a Hastings, secondo quanto riporta la Bbc. E la prossima data chiave per capire cosa succederà è fissata per il 29 gennaio, quando la Camera dei Comuni discuterà una mozione sulle prossime mosse del governo. Mozione che sarà presentata all’aula lunedì 21 gennaio.

Da ieri, quindi, si è aperta una nuova fase di trattative con Bruxelles. Per ora Schinas ha specificato di non avere ancora “ricevuto alcuna richiesta di estensione da parte del Regno Unito; se dovessimo riceverla, la richiesta dovrebbe illustrare le ragioni e dovrebbe esserci una decisione unanime dei 27″. Il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit Michel Barnier, oggi al Parlamento portoghese, a Lisbona, ha inoltre dichiarato che “se il Regno Unito sposterà i suoi paletti” per la costruzione della relazione futura con i 27, “anche noi faremo altrettanto”. Barnier ha inoltre ricordato che le linee rosse tracciate da Londra nei mesi scorsi per la partnership dopo il divorzio hanno “chiuso la porta” a scenari più ampi. Nel suo intervento il negoziatore capo dell’Ue Michel Barnier ha auspicato che la premier britannica Theresa May, con le sue consultazioni con i leader politici, contribuisca a rompere l’impasse sulla Brexit, e avviare “una nuova fase” delle trattative, per arrivare ad un divorzio ordinato, nell’interesse di tutti.