“La libertà assassinata dal governo del cambiamento”. È questa la scritta sul manifesto funebre affisso su una bara, su cui è anche poggiato un tricolore, esposta durante la manifestazione a Roma dei noleggiatori con conducente, venuti da tutta Italia per protestare contro l’approvazione del decreto che riscrive le regole per i lavoratori nel settore degli autoservizi pubblici non di linea.
Ai piedi della bara ci sono anche una pagina gigante della Costituzione con l’articolo 1 e 4, per rivendicare il diritto al lavoro. “Se non ci ascolteranno, bloccheremo il Paese”, dicono. Secondo il decreto, che riguarda “disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”, gli ncc potranno operare in ambito provinciale senza dover più tornare in rimessa ma solo a patto di avere già nel “foglio di servizio” più prenotazioni oltre alla prima. Resta inoltre bloccato il rilascio di nuove autorizzazioni in attesa del nuovo “archivio informatico pubblico nazionale” per la registrazione di tutte le licenze, anche dei taxi.

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