Il Tav è “un enorme spreco di denaro pubblico, non avallato da effettiva necessità”. Mentre i tecnici sono impegnati nella stesura dell’analisi costi-benefici, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, esprime la propria opinione sull’Alta Velocità Torino-Lione. Intervenuto a Circo Massimo su Radio Capital, il ministro pentastellato ha spiegato che a suo avviso le previsioni formulate sul traffico merci sulla linea “sono sovrastimate” e questo fa capire, asserisce, “l’incompetenza di chi ha promosso quest’opera”. Quanto ai passeggeri, “il traffico passeggeri tra Milano/Torino e Parigi non interessa nessuno e non ce lo chiede nessuno”. Si tratta, ha aggiunto, di uno scenario “non realistico” perché “sono tratte che si fanno tranquillamente in aereo“.

Le parole di Toninelli hanno provocato la reazione del governatore del Piemonte e di Piero Fassino, ex sindaco di Torino, nonché di Confindustria Piemonte che parla di “grande preoccupazione” per “ritardi e alle incertezze”. “Non meni il can per l’aia, sia per una volta trasparente rendendo pubblici i risultati di questa pseudo-analisi e poi abbia il coraggio di prendere finalmente una decisione”, è l’attacco di Sergio Chiamparino al ministro. Per il governatore del Piemonte, “una cosa è evidente dai discorsi di Toninelli e Fico: che tra le accise sulla benzina che lo Stato non percepirebbe con il passaggio delle merci sulla ferrovia e i benefici ambientali che ne deriverebbero, entrambi scelgono le accise e bocciano i benefici”.

Per Fassino, invece, il ministro con le sue dichiarazioni “conferma la contrarietà pregiudiziale alla Tav, il che conferma anche che il continuo rinvio alla analisi costi-benefici è una foglia di fico per mascherare maldestramente la ostilità preconcetta all’opera” ma “soprattutto le parole del Ministro dimostrano che Toninelli non sa letteralmente di cosa parla”. L’ex sindaco di Torino se la prende in particolare per la definizione di “inutile spreco”, un’espressione che “significa ignorare che la Torino-Lione non è una ferrovia locale ma ma il tratto centrale di un asse europeo di mobilità dall’Ucraina alla penisola iberica, lungo il quale si concentreranno investimenti produttivi, terziari, logistici di rilievo strategico per la crescita economica del nostro Paese”.

Al fianco di Toninelli si schiera Roberto Fico. Secondo il presidente della Camera, la sua idea (No Tav, nda) è “oggi rafforzata”. I “flussi progettati allora, come quello sul ferro, che era di 17 milioni originariamente, di 8 milioni negli anni ’90 e siamo invece a 3 milioni di tonnellate, meno che nel 1994 – dice Fico – La Torino-Lione sulla base di quei dati non serve più. Non è una priorità”.

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