L’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato il Global Compact for Migration – la risoluzione che recepisce il Patto Globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare – con 152 voti a favore, 5 contro e 12 astenuti. L’Italia si è astenuta (insieme ad Algeria, Australia, Austria, Bulgaria, Cile, Lettonia, Libia, Liechtenstein, Romania, Singapore e Svizzera) in seguito all’approvazione alla Camera di una mozione firmata da M5s e Lega che chiedeva il rinvio della decisione. Il documento era stato adottato il 12 dicembre dalla Conferenza Intergovernativa di Marrakech in Marocco con i “si” di 164 paesi. Il 17 dicembre l’assemblea si era invece espressa sul Global compact per i rifugiati e in quel caso l’Italia aveva votato a favore.

Il Patto Globale fissa 23 obiettivi e prospetta per ciascuno una serie di azioni a cui i governi possono ispirarsi per reagire al fenomeno delle migrazioni. “E’ frutto di un lungo e complesso negoziato che non offende la sovranità degli stati”, ha detto prima del voto la presidente dell’Assemblea generale Maria Fernanda Espinosa Garcies, secondo cui la migrazione “deve essere una opzione, non un atto di disperazione”.

Ungheria e Stati Uniti hanno guidato il fronte del no a cui hanno aderito Polonia, Israele e Repubblica Ceca. Per il Ministro degli esteri ungherese Peter Siarto, la migrazione è “un fenomeno pericoloso” e le Nazioni Unite “hanno fatto un errore” ad approvare un documento “sbilanciato a favore delle migrazione”. L’Ungheria “non vuole diventare un paese di origine, di destinazione o di transito. E l’Ungheria vuole decidere chi può entrare nel paese e chi no”, ha detto Siarto.

Antonio Guterres ha salutato l’adozione del documento auspicando che i paesi che hanno scelto di rimanere fuori dal processo ne riconoscano il valore e rivedano la loro posizione: “Il Global Compact è un accordo non legalmente vincolante che riafferma i principi fondamentali della nostra comunità globale – ha commentato il Segretario Generale dell’Onu – tra cui la sovranità nazionale e i diritti umani universali, indicando allo stesso tempo la strada verso una azione umana e ragionevole a beneficio dei paesi di origine, transito e destinazione e degli stessi migranti”. Per il numero uno del Palazzo di Vetro, “una leadership sarà ora necessaria per trasformare il Patto Globale in realtà” e a questo scopo “è essenziale evitare i miti e la retorica del disprezzo diventati di recente anche troppo frequenti”.

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