La maggioranza sul Global compact per l’immigrazione ha trovato un primo accordo decidendo di non decidere: si rinvia (di nuovo) la votazione sulla possibile adesione dell’Italia. Il patto Onu ha creato molti malumori nelle scorse settimane tra i soci di governo, tanto che alla fine il premier Giuseppe Conte aveva deciso di disertare l’incontro di Marrakech (dove è stato sottoscritto l’accordo tra i vari Stati nel merito) e di chiedere all’Aula di esprimersi. La mediazione è stata quella di rimandare a data da destinarsi una posizione chiara sul tema: la Lega rimane contraria, mentre parte del M5s vorrebbe la firma (in prima fila il presidente della Camera Roberto Fico).

Proprio Fico oggi è ritornato sul tema: “Siccome l’immigrazione è una problematica globale per forza dobbiamo sederci al tavolo con tutti Paesi del mondo, specie quelli da cui partono i migranti, per affrontare la problematica”, ha detto nel discorso di auguri all’Associazione stampa parlamentare. “A quel tavolo devi collaborare per affrontare il fenomeno migratorio con un approccio globale, che poi è la posizione dell’Italia sull’Europa, che insieme deve prendersi le responsabilità e ogni Paese deve fare la sua parte. Con un approccio globale”. Una posizione, quella dell’esponente 5 stelle, in contrasto con la linea scelta ufficialmente dai grillini in Aula: “Vogliamo”, ha detto la deputata e capogruppo 5 stelle Sabrina De Carlo in Aula durante la discussione, “ribadire il diritto di ogni stato ad elaborare la propria politica migratoria in base alle proprie esigenze, si potrebbe portare il dibattito su terreni sbagliati favorendo la strumentalizzazione del tema. Migrare non è la soluzione, ma è sempre una sconfitta”.

A Fico risponde in serata anche Conte: “Abbiamo parlamentarizzato la discussione l’importante è entrare nel merito – ha detto il premier – il Global compact non è lo strumento per valutare se l’Italia è nel consesso dei grandi“. “Siccome è un documento programmatico ci consente una certa serenità. Se si partecipa così emotivamente si rischia la crisi come in Belgio“, ha aggiunto il presidente del Consiglio in riferimento alle dimissioni presentate dal premier belga Charles Michel dopo che il suo governo si era spaccato proprio sul documento Onu.

Il ‘Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare’ viene presentato come la più ampia iniziativa strategica di revisione dei flussi migratori e della loro gestione. Sono state invece bocciate tutte le altre mozioni, che prevedevano di impegnare il governo da subito a sottoscrivere o meno l’accordo. Il 17 dicembre l’assemblea generale dell’Onu si era invece espressa sul Global compact per i rifugiati e in quel caso l’Italia ha votato a favore. Una decisione che ieri è stata accolta con soddisfazione da parte dei 5 stelle, mentre è stata fortemente contestata a destra (soprattutto da Fratelli d’Italia).

Uniti dalle proteste il Partito democratico e Fratelli d’Italia. “Il governo è allo sbando”, ha scritto su Twitter il candidato alla segreteria Pd Maurizio Martina. “La maggioranza chiede di rinviare il voto. Giocano la loro propaganda sulla pelle del Paese ancora una volta” . Così anche il deputato democratico Ivan Scalfarotto: “E’ la prova che questo esecutivo non è in grado di assumere una politica estera. Come del resto è già avvenuto con il precedente della presa di posizione dell’Ue sull’Ungheria di Orban o sulla Russia di Putin in materia di sanzioni. Una scelta assurda che giunge dopo l’annuncio del voto favorevole fatto dal premier Conte all’Onu e la successiva smentita decisa da Salvini”. E pure Emanuele Fiano in Aula: “Come si fa a votare il rinvio su una decisione di merito che riguarda un accordo delle Nazioni Unite? Non ricordo un precedente di questa natura. Tra un po’ voteremo per la proroga delle missioni militari internazionali di pace a cui partecipa anche l’Italia, sarebbe ammissibile, anche in questo caso, che la Camera votasse per il rinvio della decisione? Stiamo instaurando una prassi pericolosa”.

Per Fratelli d’Italia è necessario invece che l’Italia prenda posizione, ma per bocciarlo. “Il governo ci dovrebbe dire fino a quando intende rinviare la decisione”, ha detto Francesco Lollobrigida (Fdi), “questa fuga costante e senza termine mette in imbarazzo l’Italia. Conte è andato alle Nazioni Unite a dire una cosa e ora il Parlamento gliela fa rimangiare. Chi, all’estero, prenderà più sul serio il presidente del Consiglio che non voglio dire considerato come un burattino ma di certo come una persona eterodiretta da qualcun altro. Il governo davanti a un dibattito di portata mondiale rinvia la decisione”.

Infine l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin: “E’ un fatto sconcertante e fino a quando deve rinviare la firma? Fino a dopo le elezioni europee, in modo che Lega e M5s possano capire dove soffia il vento e da che parte stare? Nel frattempo l’Italia, Paese del G8, resta a casa a guardare. L’Italia, come è già avvenuto sulla manovra economica, è uscita dalla scena internazionale”.

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