Il Global Compact adottato per acclamazione a Marrakech da 164 paesi. Dal patto Onu sui migranti però si sono sfilati diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti – che già nel 2017 si erano smarcati dai colloqui -, il blocco di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) e poi Australia, Austria, Repubblica Dominicana, Ungheria, Lettonia. L’Italia ha annunciato di volere sottoporre il testo all’esame del Parlamento prima di aderire, stessa scelta fatta anche dalla Svizzera.

L’accordo, non vincolante, è stato bersaglio di dure critiche dei nazionalisti e vari Paesi in precedenza hanno fatto sapere che non lo appoggeranno. Il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration è stato completato alle Nazioni unite a luglio, dopo 18 mesi di negoziati. Venerdì Washington ha nuovamente criticato il testo, etichettandolo come “uno sforzo delle Nazioni unite per avanzare la governance globale a spese del diritto sovrano degli Stati”.

Altri Paesi, guidati dalla Germania della cancelliera Angela Merkel, sono invece in Marocco per appoggiare l’intesa, che per l’Onu potrà aiutare a migliorare la gestione della questione migratoria. Alla vigilia della conferenza, la rappresentante speciale Onu per le migrazioni Louise Arbour ha risposto alle critiche, insistendo sul fatto che il documento non è legalmente vincolante. La tensione sul patto è salita anche in vari Paesi europei, minacciando la stabilità del governo del Belgio e spingendo alle dimissioni il ministro degli Esteri slovacco. Il Belgio è tra i sette Paesi che Arbour ha descritto come “impegnati in ulteriori decisioni interne” sull’accordo, con Italia, Bulgaria, Estonia, Israele, Slovenia e Svizzera.

Considerato il primo documento internazionale sulla gestione delle migrazioni, il Global compact elenca 23 obiettivi per aprire all’immigrazione legale e scoraggiare gli attraversamenti illegali dei confini, mentre il numero di persone in movimento a livello globale è arrivato a oltre 250 milioni. Per i gruppi a difesa dei migranti, tuttavia, non essendo vincolante non fa abbastanza per tutelare i loro diritti.

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