“È grave che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia firmato a cuor leggero un decreto palesemente anti costituzionale. Mi auguro che intervenga almeno la Corte Costituzionale”. A tirare la giacca al Capo dello Stato non è un leader politico ma un missionario, padre Alex Zanotelli, comboniano che vive da anni nel quartiere Sanità a Napoli dopo aver passato gran parte della sua vita nella più grande baraccopoli di Nairobi, Korogocho.

Ieri ha lanciato un appello attraverso la piattaforma change.org in cui richiama la Conferenza episcopale a prendere posizione; gli istituti missionari e i parroci ad aprire le loro case ai profughi “destinati alla deportazione”; i responsabili degli Sprar e dei Cas, perché disobbediscano, trattenendo nelle strutture i migranti, e i giuristi, perché portino queste violazioni dei diritti umani alla Corte Europea di Strasburgo.

Raggiunto nella tarda serata del 4 dicembre, padre Alex (che oggi, 5 dicembre, è andato davanti a Montecitorio con un digiuno a staffetta) era ancora al lavoro per mobilitare più gente possibile a firmare questo appello. Nel suo scritto non nomina mai il ministro dell’Interno Matteo Salvini ma a IlFattoQuotidiano.it rivela: “Salvini sta prendendo in giro gli italiani, non ha alcuna voglia di risolvere il problema fa solo propaganda politica”. Nel testo della petizione il missionario spiega il perché. “Il Decreto moltiplicherà il numero dei clandestini e degli irregolari che verranno sbattuti per strada. L’effetto è già sotto i nostri occhi: tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa 40mila usciranno dagli Sprar. E sono spesso donne con bambini che hanno attraversato l’inferno per arrivare da noi. Entro il 2020 si prevedono oltre 130.000 irregolari per strada. E gli irregolari verranno rinchiusi nei nuovi lager, i Cpr. A questi verrà ingiunto, entro sette giorni, di ritornare nei loro Paesi. Ma né i migranti né il governo hanno i mezzi per farlo. Così rimarranno in Italia come mano d’opera a basso prezzo per il caporalato del Nord e del Sud”, si legge.

Il missionario parlando con IlFattoQuotidiano.it se la prende anche con una “sinistra incapace di fare opposizione” e con la Cei: “La Lega esiste da trent’anni, ma trovami un solo documento della Cei che prende posizione”. Poi si rivolge ai suoi fratelli e alle sue sorelle: “Al di là dei comboniani sto chiedendo a tutti gli istituti missionari maschili e femminili di intervenire aprendo le loro case: non è concepibile che lavoriamo in Africa e non alziamo la voce in difesa degli immigrati qui in Italia. La missione oggi è globale”.

Nell’appello il missionario ricorda che “il decreto Sicurezza è una legge repressiva anche nei confronti degli italiani. Rende reato, per esempio, il blocco delle strade o delle ferrovie (strategia nonviolenta attiva), proibisce l’assembramento di persone (elemento costitutivo della stessa democrazia), impone il Daspo e gli sgomberi“. E sulla questione migrazione il testo spiega: “Questo decreto prevede per i migranti l’abolizione della protezione umanitaria, il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per il Rimpatrio(CPR), lo smantellamento dei centri Sprar (Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati) affidati ai Comuni (un’esperienza ammirata a livello internazionale), la soppressione dell’iscrizione anagrafica con pesanti e concrete conseguenze, l’esclusione dall’iscrizione al servizio sanitario nazionale e la revoca di cittadinanza per reati gravi. Trovo particolarmente grave il diniego del diritto d’asilo per i migranti, un diritto riconosciuto in tutte le democrazie occidentali, menzionato ben due volte nella nostra Costituzione. Questa è una legge che trasuda la ‘barbarie’ leghista e rappresenta un veleno micidiale per la nostra democrazia“.