Posticipare l’entrata in vigore della riforma della prescrizione al primo gennaio del 2020. C’è anche il compromesso che ha garantito l’accordo tra Lega e M5s tra i circa settanta emendamenti depositati nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia.

Tra questi, appunto, anche una proposta di modifica del testo che traduce l’accordo politico interno alla maggioranza, raggiunto la settimana scorsa, circa l’efficacia della riforma della prescrizione posticipata all’uno gennaio del 2020. Le commissioni Affari Costituzionali e Giustizia dovrebbero quindi tornare a riunirsi questa sera, al termine dell’aula. Ma per ora i deputati non sono ancora stati riconvocati.

“Abbiamo una data certa: la riforma della prescrizione inserita come emendamento al ddl Anticorruzione acquisterà efficacia il 1° gennaio 2020”, ha detto in una nota Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle e tra i relatori del provvedimento. “I capigruppo nelle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali, Angela Salafia e Anna Macina, hanno firmato un sub-emendamento all’emendamento sulla prescrizione che assicura data certa all’efficacia della riforma. E’ scaduto oggi alle 17 il termine per la presentazione delle proposte di modifica da parte di tutti i gruppi, andiamo avanti con la votazione in Commissione e poi l’esame in Aula. Con la modifica della prescrizione e la riforma di tutto il processo penale che, come ha assicurato il ministro Bonafede, viaggerà in parallelo, vogliamo restituire ai cittadini la fiducia nella giustizia e nello Stato”.

Dopo l’accordo sul posticipare l’entrata in vigore della riforma – bloccare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio – le opinioni dei ministri della Lega e del Movimento 5 stelle sono rimasti tutt’altro che simili. “L’accordo politico è che va fatta la riforma del processo penale e che la delega deve avvenire entro dicembre 2019. Ma nella legge Anticorruzione che entra in vigore a gennaio non c’è alcun collegamento con altre leggi. Quella entra in vigore comunque”, ha sostenuto il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede.Un peniero completamente opposto a quello di Matteo Salvini. “La riforma della prescrizione c’è nel contratto. Sarà una parte della coraggiosa riforma del processo penale. Ci sono milioni di italiani che attendono giustizia da sei, sette, otto anni. La nostra preoccupazione era che togliere la prescrizione tout courtallungasse i tempi all’infinito, abbiamo detto che la prescrizione va bene all’interno della riforma del processo penale che entra in vigore, uno o due mesi prima”, è il ragionamento del leader della Lega. Che poi però dà il suo aut aut: “Se entra in vigore la ‘riformona‘ uno o due mesi prima allora entra in vigore la prescrizione. Se non c’è la ‘riformona’, la prescrizione non c’è“.

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