“Dopo che è venuto il maresciallo, ho cominciato a prepararmi la borsa con un po’ di cose e ho salutato mia figlia. Sono uscito verso le 4 della mattina. Ho dormito in macchina qualche ora e poi sono andato dall’avvocato per sapere un po’ di cose”. Comincia così il racconto del sindaco (sospeso) di Riace, Mimmo Lucano, che ha descritto il primo giorno con il divieto di dimora disposto dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria.
“Adesso vado in giro – spiega al Fatto.it – magari sto un giorno da una parte e un giorno dall’altra. Non è che sono come quei politici che camminano con le scorte. Posso andare in tutti gli 8mila comuni italiani tranne nel mio dove per 14 anni ho fatto il sindaco. Questo mi amareggia molto. Mi auguro che alla fine prevalga fino in fondo la verità”.
Stamattina Lucano ha parlato anche della sua inchiesta che lo vede indagato non solo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ma anche per truffa nella gestione dei finanziamenti destinati all’accoglienza: “Dicono che c’è stata distrazione di fondi. In realtà non c’è perché sono tutte risorse destinate all’accoglienza. Questo sistema si sta smantellando. Io ci ho messo l’anima. Tutto quello che abbiamo costruito sono un bene collettivo”.
Lucano, infine, attacca anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “È paradossale, dopo che il suo partito è coinvolto in una truffa da 49 milioni di euro, dica ‘chi sbaglia, paga’. Non è possibile questa onda nera. Oggi è così ma non lo sarà per sempre”. Ma ne ha anche per il suo predecessore del Pd, Marco Minniti: “Con lui si apre questo scenario di aggressioni ai diritti umani. È stato fatto per una strategia di consenso elettorale. Non è quella la sinistra a cui guardo”.

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