Mimmo Lucano ha lasciato Riace all’alba. Il Tribunale del riesame, accogliendo il ricorso della difesa, ha revocato nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari, sostituendola con quella più tenue del divieto di dimora nel paese del Reggino. La compagna etiope di Lucano, Tesfahun Lemlem, a cui il gip aveva imposto proprio il divieto di dimora, ha ottenuto l’obbligo di firma: resterà quindi a Riace, portando avanti insieme ai volontari l’assistenza ai 150 migranti rimasti. Il Governo, attraverso il ministro dell’Interno Salvini, ha decretato la fine del “modello Riace“, disponendo l’uscita dallo Sprar: “Siamo noi che vogliamo uscire, non voglio più avere a che fare con questo governo che non rispetta i diritti umani. Riace non finisce”, ha detto Lucano dopo l’udienza di riesame.

 di Lucio Musolino

Il sindaco, imputato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestinafraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, si è trasferito in un paese nelle immediate vicinanze. Il primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris lo ha invitato nella propria città. “Caro Mimmo, lo so che non lascerai la tua e nostra amata Calabria, ma se vuoi ti ospitiamo con amore a Napoli. Il divieto di dimora nella tua Riace è peggio degli arresti domiciliari. Ma non potranno mai arrestare la rivoluzione. Riace vivrà con Lucano Sindaco!”, ha scritto de Magistris su Twitter.

“La revoca dei domiciliari restituisce la libertà a Mimmo Lucano ma non ferma la battaglia legale e civile perché possa continuare e possa rafforzarsi l’esperienza di Riace e la cultura di accoglienza e convivenza diffusa che essa rappresenta”, ha dichiarato Leoluca Orlando, sindaco di Palermo. “Ho già espresso a Mimmo Lucano, come hanno fatto i sindaci di tante città fra cui Parigi, la mia solidarietà e la volontà di dare vita ad iniziative coerenti con il coinvolgimento di comuni di tutta Europa”, ha aggiunto. “Gli ho anche rivolto l’invito a venire a Palermo, già nei prossimi giorni e in occasione del Festival delle letterature migranti, per condividere la sua storia ed esperienza e costruire insieme un percorso che trova nelle comunità ed amministrazioni locali la sua forza”.