Gli elettrodomestici Candy diventano cinesi. Il gruppo Qindao Haier, con base a Shangai e leader mondiale nel segmento di mercato delle lavatrici con una quota del 14,3%, ha annunciato di aver comprato il 100% dell’azienda per 475 milioni di euro. La società della famiglia Fumagalli, reduce da anni non facili, è l’ultimo dei marchi italiani che passa in mani estere.

Il 27 settembre, a poche ore dal passaggio ai cinesi, i sindacati avevano rifiutato un accordo con l’azienda che prevedeva il taglio dei salari del 30% per evitare 200 licenziamenti (già previsti ma congelati nel 2016 grazie ai contratti di solidarietà) e contestualmente aumentare la produzione di lavatrici in Brianza, nello stabilimento di Brugherio riportando nella “casa madre” un volume di circa 200mila lavatrici che era previsto fossero prodotte in Cina.

Candy ha circa 4.100 dipendenti nel mondo, sei stabilimenti tra Europa, Turchia e Cina. Oltre a Hoover, possiede i marchi Rosières in Francia e Jinling in Cina. Ha chiuso il 2017 con un fatturato in crescita del 14% con 1,1148 miliardi di euro di ricavi. Il perfezionamento della transazione è previsto all’inizio del 2019 essendo al momento soggetta alla procedura regolamentare, all’approvazione delle autorità competenti nazionali e internazionali e alle altre consuete condizioni sospensive.

Haier, spiega Candy in un comunicato, “stabilirà a Brugherio il proprio quartiere generale europeo” e “continuerà a investire in Candy per aumentarne la
competitività in Europa e a livello globale” puntando ad “espandere la propria leadership nel settore degli elettrodomestici intelligenti in Europa nell’era dell’Internet of Things (“IoT) e a fornire prodotti e servizi di alta qualità agli utenti europei e globali”.

I soci di Candy, Beppe e Aldo Fumagalli, hanno dichiarato di essere “felici di entrare in Haier” condividendo “la stessa visione, che è quella di continuare a migliorare la qualità della vita” delle famiglie: “Crediamo che la capacità di innovazione, tecnologia e design unite allo stile italiano di Candy si integreranno perfettamente con il modello operativo di Qingdao Haier”.