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Balneari e albergatori riminesi contro l’apertura delle scuole dal 31 agosto: “Rischiamo di perdere un mese di lavoro”

Le scuole elementari potranno aprire due settimane prima rispetto al solito 14 settembre. Coinvolti 42 Comuni con una platea potenziale di 100mila alunni
Balneari e albergatori riminesi contro l’apertura delle scuole dal 31 agosto: “Rischiamo di perdere un mese di lavoro”
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Una piccola rivoluzione scolastica in Emilia-Romagna ha fatto contenti i genitori ma non il mondo del turismo. La Regione ha deciso di dare facoltà – non l’obbligo – alle scuole elementari di aprire già dal 31 agosto, dando così possibilità alle famiglie di mandare i figli a lezione con due settimane di anticipo rispetto all’inizio previsto il 14 settembre. Il progetto sperimentale prevede attività educative, sportive e culturali gestite da educatori: l’obiettivo è rendere la misura strutturale e diffusa su tutto il territorio a partire dall‘anno scolastico 2027-2028. Ma la proposta ha fatto infuriare i balneari e gli albergatori nel Riminese, che – poco solidali con i genitori che in quei giorni saranno al lavoro e non al mare – temono di perdere un mese di lavoro.

“La Regione sta commettendo un grave errore”, ha commentato parlando al Resto del Carlino Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini e delle imprese balneari di Confartigianato. “Rischia di far perdere quasi un mese di lavoro agli stabilimenti balneari e alle altre attività del turismo. Perché il turismo balneare da sempre è legato a doppio filo al calendario scolastico, specie quello dei nostri ospiti emiliani. È una follia“. A Vanni ha fatto eco anche la presidente di Federalberghi, Patrizia Rinaldis: “Il calendario scolastico non si tocca. La paura – prosegue Rinaldis parlando con il Corriere della Sera – è che dalle sperimentazioni si arrivi a modifiche future. Sarebbe un danno a un’economia che si basa sul turismo stagionale: sulla costa registriamo l’80% delle presenze regionali”.

Del servizio potranno usufruire 42 comuni del territorio regionale, con una platea potenziale di 100mila alunni. Il progetto sarà finanziato il primo anno con tre milioni di euro di risorse e verrà inserito nella legge per la natalità in corso di gestazione puntando a strutturare la proposta con un investimento stimato di circa dieci milioni di euro all’anno. L’assessora Conti ha anche spiegato che starà ai singoli Comuni stabilire gli orari delle attività, applicando anche una quota di partecipazione “per evitare lo sperpero di denaro pubblico”. La scuola, ha spiegato, “non è un parcheggio, ma un luogo di comunità, dove iniziare l’anno in modo più armonico e favorire la relazione tra bambini”.

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