Dopo la direttrice del Dipartimento Terremoti si dimette anche il garante dell’anticorruzione. E intanto, si apprende che il responsabile dell’Ufficio Affari Legali a conoscenza di possibili illeciti non li denunciava perché “sennò mi mandano a raccogliere le olive”. Non c’è pace per l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che subisce un altro scossone a distanza di una manciata di giorni. Il 5 settembre, come anticipato dal fattoquotidiano.it, ha lasciato l’incarico per “mancanza di trasparenza” Daniela Pantosti, da due anni a capo del Dipartimento più delicato e importante dell’Istituto. Ieri si è appreso che anche il garante del Piano triennale anticorruzione, Gianluca Valensise, ha presentato le sue dimissioni e in circostanze tali da confermare la sensazione che un vaso di Pandora vada scoperchiandosi: Valensise era stato nominato poco più di un anno fa (l’incarico è triennale), e il caso è tale che il cda dell’Ingv ha convocato una riunione d’urgenza nella stessa giornata, modalità alquanto singolare e contraria alle previsioni degli statuti degli Enti di ricerca. Insomma, nel centro di monitoraggio del rischio sismico in Italia è allarme rosso.

Raggiunto al telefono, Valensise sceglie di non commentare ma conferma la sua decisione, mentre dentro l’ente non si fa più mistero di una situazione al limite dell’ingestibile dovuta alla concomitanza di due situazioni esplosive. Da una parte starebbero venendo al pettine i nodi delle crescenti difficoltà gestionali accompagnate anche da più gravi ipotesi di reato, segnalate in denunce e fascicoli aperti dalle procure di Roma e Napoli. Dall’altra – come nulla fosse – si sta procedendo ai concorsi interni per nominare direttori di struttura e di sezione. Selezioni per posti a tempo indeterminato che vanno avanti a oltranza anche mentre cadono come birilli figure chiave dell’ente, tutte con ruoli di presidio e funzioni delicatissimi.

Il nome di Valensise, tra l’altro, spunta anche in un fascicolo alla procura di Roma. È contenuto in una registrazione depositata a integrazione delle numerose denunce della dirigente Fedora Quattrocchi che al telefono, già due anni fa, contesta varie situazioni opache. Sui concorsi a direttore di sezione e di struttura Ingv lo stesso responsabile della trasparenza ammetteva irregolarità, tanto  che “sarebbero invalidi, anzi hai ragione, sono non validi”. Nella stessa dava poi degli “incapaci” ai vertici che si sarebbero macchiati anche di un presunto falso in bilancio. Il presidente Carlo Doglioni, del resto, era “non adatto a quel lavoro”. Parole di chi avrebbe dovuto vigilare sulla trasparenza e garantire la legalità nell’ente. Ma, a quanto è dato sapere, è rimasto in silenzio.

Cosa c’è dietro le dimissioni a raffica, i silenzi e le mancate denunce? Possono i concorsi interni per la regolarizzazione delle carriere aver contribuito a generare un diffuso clima di omertà tra i laboratori in via di Vigna Murata? Qualche sospetto arriva sia dai sindacati silenti sia dalla reazione fulminea del collegio dei Direttori. All’indomani della pubblicazione della notizia delle dimissioni della Pantosti, il collegio composto dai direttori di dipartimento, di sezione e dei principali uffici per la ricerca e le attività istituzionali non esprimeva preoccupazione per la denuncia che si portava appresso (“mancanza di trasparenza”, “nessuna collaborazione”) ma se ne dissociava pubblicamente. Forse più illuminante ancora è però lo stralcio di un’altra conversazione agli atti della procura di Roma.

A parlare stavolta è il responsabile ufficio Affari Legali dell’ente, Pasquale Guidace. È appena stato assunto a tempo indeterminato ma il 12 marzo 2016, quando era precario,  parlava così a proposito di un presunto falso in atto pubblico che sarebbe stato commesso nel 2015 dall’allora presidente Stefano Gresta: “È un dato oggettivo (che ci sia stato il falso, ndr), lampante per chi acquisisce i documenti ma io non lo posso fare per un semplice motivo, perché io già sono precario, poi vado a raccogliere le olive”. E ancora: “Non sono in condizioni di poter dire queste cose perché dopo sei mesi mi trovo in mezzo a una strada (…) Se fossi stato a tempo indeterminato, come in qualsiasi altro ente, forse qualche passo in più l’avrei potuto fare, ma sinceramente me ne guardo bene perché io vorrei avere una vita professionale non interrotta, perché mi fanno ritorsioni contro di me”. La vittima costretta al silenzio però ci mette del suo: “A me non me ne fotte niente, perché se nessuno ha il coraggio di esporsi, a me che cazzo me ne frega?”. Parole del responsabile Affari Legali dell’istituto che dovrebbe garantire per la sicurezza dei cittadini.

Dopo l’articolo del fattoquotidiano.it il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha disposto accertamenti per un’accurata verifica sulle recenti dimissioni del responsabile anticorruzione dell’Ingv. Il ministro – si legge in una nota del Miur – chiede “chiarezza” ai vertici dell’Istituto anche a “tutela dell’immagine di un Ente così prestigioso del nostro sistema della ricerca”.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile Direttore,

Le notizie apparse sulla pagina Web del Quotidiano online da Lei diretto sono erroneamente riportate e le valutazioni conseguenti risultano essere infondate. dimissioni della Dott.ssa Daniela Pantosti e del Dott. Gianluca Valensise sono riconducibili a posizioni personali e del tutto diverse. Non vi sono in atto concorsi interni per nominare Direttori di struttura e Sezione, ma soprattutto i concorsi espletati due anni fa per questi ruoli sono stati svolti nel pieno rispetto dei regolamenti. Per ciò che concerne gli stralci della conversazione riportata con il Capo dell’Ufficio legale, la medesima risulta essere strumentalmente riportata essendo avvenuta durante la precedente amministrazione all’inizio del 2016 e riferita comunque a fatti completamente chiariti e legittimi. La registrazione riportata con il Dott. Valensise si riferisce sempre al 2016, quando non era responsabile della prevenzione, corruzione e trasparenza; successivamente alla sua nomina non ha segnalato atti illegittimi. Non risulta allo stato attuale alcuna denuncia nei confronti dell’Ingv connessa alle predette circostanze. Prof. Carlo Doglioni, presidente Ingv

LA NOSTRA REPLICA

La dottoressa Pantosti non si è dimessa per “posizioni personali” ma connesse a scelte dei vertici dell’Ingv connotate da “mancanza di trasparenza” e “collaborazione”, come ha scritto lei stessa in una letttera a 300 collaboratori del dipartimento e ribadito poi davanti all’assemblea dei dipendenti Ingv, dove ha stigmatizzato ancora quelle criticità parlando di un “vulnus enorme che stiamo vivendo nell’ente, ridotto sempre più a “ente di servizio”, anziché di ricerca. Idem per l’ex responsabile trasparenza che in un breve colloquio telefonico mi ha rappresentato la natura professionale delle sue dimissioni. Infine, gli stralci delle incaute conversazioni del Capo Ufficio Legale (“se denuncio vado a raccogliere le olive” e altre), come sa, restano agli atti della Procura di Roma in diverse denunce con indicazione delle parti lese. Il fatto che siano state proferite due anni fa, come riportato nell’articolo e cioé “durante la precedente amministrazione”, non le rende meno gravi, attuali ed emblematiche; e non solleva l’attuale dall’aver confermato il dirigente a tempo indeterminato.

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