Una decisione scontata e già annunciata che ora ha un timing. “Entro la settimana presenteremo il ricorso”dice uno dei legali della Lega, l’avvocato Giovanni Ponti, rispondendo alle domande dei giornalisti, mentre stava entrando in auto nella sede del partito in via Bellerio a Milano. Il ricorso si riferisce alla sentenza del Tribunale del Riesame di Genova sul sequestro dei fondi della Lega. Gli avvovcati del Caroccio questa mattina hanno incontrato in procura a Genova i magistrati titolari del fascicolo sulla ipotizzata maxi truffa ai danni del Parlamento per la quale è stato disposto e confermato il sequestro di 49 milioni di euro. Al centro dell’incontro, secondo quanto appreso, le modalità di esecuzione del provvedimento con cui il tribunale del Riesame giovedì ha dato il via libera ai sequestri delle somme “dai conti del partito e comunque riconducibili alla Lega”. L’oggetto dell’incontro tra le parti sarebbe stato quello di concordare una sorta di prelievo graduale per consentire al partito di proseguire le proprie attività.

I legali, comunque, nei prossimi giorni presenteranno ricorso in Cassazione contro il provvedimento, come per altro già annunciato. Era stata proprio la Suprema corte ad aprile scorso a rinviare al Riesame il caso dopo aver accolto la richiesta della Procura di poter sequestrare fondi del Carroccio, oltre a quelli già trovati. I difensori del Carroccio, durante l’udienza del Riesame, avevano presentato una consulenza “per dimostrare che i soldi che la Lega ha in cassa ora sono contributi di eletti, donazioni di elettori e del 2 per mille della dichiarazione dei redditi. Sono somme non solo lecite ma che hanno anche un fine costituzionale: consentono al partito di perseguire le finalità democratiche del Paese. Dire che sono profitto del reato è un non senso giuridico“ avevano sostenuto i legali.

Il procuratore Francesco Cozzi aveva annunciato che nel caso in cui il Riesame avesse accolto la decisione della Cassazione avrebbe chiesto l’immediato sequestro dei fondi. La Procura ora infatti dovrà rivolgersi al tribunale per avere il provvedimento con il quale procedere. I soldi verranno poi “congelati” nel Fug, il fondo unico della giustizia, in attesa che la sentenza di condanna di Umberto Bossi e Francesco Belsito diventi definitiva. L’appello riprenderà il 18 settembre con le conclusioni della requisitoria del pg Enrico Zucca che aveva chiesto la conferma del verdetto di primo grado e la confisca dei 49 milioni. Un atto non discrezionale, come ha sottolineato dai giudici del Riesame, ma obbligatorio. 

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