A fine maggio era stato incaricato dal presidente della repubblica Sergio Mattarella di formare il nuovo governo. Non è andata così. E ora l’ex commissario straordinario alla revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli ha accettato di essere ospite fisso a Che tempo che fa, il talk di Fabio Fazio in onda la domenica sera su Rai 1. “La presenza di Cottarelli è un modo per mettere un punto fermo, per essere laici e oggettivi in un momento di scarsa razionalità. Penso sia un dovere del servizio pubblico offrire un’analisi competente su temi che interessano tutti i cittadini”. ha spiegato Fazio intervistato da Aldo Cazzullo a Il tempo delle donne.

Per decenni funzionario del Fondo monetario internazionale, a partire dal 2008 Cottarelli ne ha guidato il dipartimento Affari fiscali. Nel novembre 2013 l’allora premier Enrico Letta l’ha chiamato a Roma come commissario straordinario alla spending review, ruolo che ha mantenuto dopo l’insediamento a Palazzo Chigi di Matteo Renzi. Salvo essere “accompagnato all’uscita” nell’ottobre 2014 dopo mesi di annunci e smentite sui possibili tagli, sfoghi contro le resistenze della “macchina” parlamentare e polemiche per la mancata diffusione dei 25 dossier con le sue indicazioni su dove affondare il bisturi. Tornato a Washington, il professore è stato direttore esecutivo per Italia, Albania, Grecia, Malta, Portogallo e San Marino. Lo scorso autunno è rientrato in Italia e ha fondato, presso l’università Cattolica, l’Osservatorio sui conti pubblici.

La nuova stagione di Che tempo che fa (con la costola del lunedì, Che fuori tempo che fa) partirà il 23 settembre con lo stile che da sempre contraddistingue la trasmissione: “Cercheremo come sempre di raccontare il Paese attraverso i suoi protagonisti, in modo né aggressivo né partigiano” ha detto ancora Fazio che, dopo esser stato travolto lo scorso anno dalle polemiche per il suo cachet ha voluto precisare: “Il mio stipendio non può diventare una condanna. Che tempo che fa ha guadagnato un punto e mezzo in più rispetto all’anno scorso, costa un terzo rispetto a una fiction, è pagato interamente dalla pubblicità, ha vinto 27 serate su 32. Sono fiero che la mia azienda abbia guadagnato da questa operazione“. Inviterà Matteo Salvini? “Io lo invito sempre, è lui che non vuole venire”.