Esce Giuseppe Conte, entra Carlo Cottarelli. La crisi istituzionale senza precedenti nella storia della Repubblica Italiana ha un nuovo protagonisti. L’ex commissario straordinario alla spending review del Governo Letta (poi dimessosi con Renzi a Palazzo Chigi) è stato convocato per domattina al Colle da Sergio Mattarella, che con ogni probabilità gli darà il mandato di formare un governo del presidente. In pratica, si tratta dello scenario prospettato dal Capo dello Stato il 7 maggio, quando descrisse la situazione di incertezza e indicò, in mancanza di una maggioranza parlamentare, la strada di un governo tecnico che traghettasse il Paese alle elezioni. Il voto, dopo la rinuncia del professor Giuseppe Conte, ora non è più un’eventualità ma una certezza. E Cottarelli sarà il presidente del Consiglio che dovrà portare l’Italia alle elezioni anticipate, che a questo punto è ipotizzabile prevedere per settembre o ottobre. “Non rilascio dichiarazioni in questo momento” ha detto Cottarelli all’agenzia AdnKronos, che lo ha contattato.

La convocazione di Cottarelli al Colle, del resto, ha immediatamente scatenato le polemiche di chi, dal Colle, sperava di ottenere oggi il via libera per far partire un governo. “Cottarelli è la risposta alle dinamiche finanziarie, non alla volontà politica… prepariamoci alle tempeste sui mercati da domattina… – ha scritto su Facebook Stefano Buffagni, deputato del M5s tra i più vicini a Luigi Di Maio – Qualche giorno fa avevo già scritto “pare di vedere un film già visto”… il 2011… prepariamoci alla guerra moderna” ha continuato Buffagni, che ha definito quella di oggi una “brutta giornata per la storia di questo paese comunque la si guardi. Per me l’Italia – ha concluso – viene prima dei francesi e tedeschi, alla faccia dei radical chic“.

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