Ha riportato ferite gravi ma, dopo due interventi chirurgici, è stabile e fuori pericolo di vita Jair Bolsonaro, leader della formazione di estrema destra brasiliana e candidato alle elezioni del 7 ottobre che ieri, durante una manifestazione elettorale a Juiz de Fora, è rimasto vittima di un agguato a colpi di coltello da parte di Adelio Bispo de Oliveira, un 40enne di Minas Gerais. Bolsonaro, secondo quanto dichiarato dai medici, sarà sottoposto a un terzo intervento e sarà dimesso in 8-10 giorni. I dottori hanno però aggiunto che, per almeno tre settimane, il candidato che oggi è in vantaggio sui sondaggi dovrà rimanere a riposo e quindi rinunciare alla campagna presidenziale.

Ad aggiornare i cittadini brasiliani e ricostruire i momenti che hanno seguito l’agguato al politico è stato il figlio, Flavio Bolsonaro. Inizialmente, su Twitter, aveva parlato di ferite superficiali, mentre una volta arrivato in ospedale e aver ascoltato il parere dei medici ha scritto: “Purtroppo è più grave di quanto pensassimo. Ha perso tanto sangue, è arrivato in ospedale quasi morto. Le sue condizioni ora sembrano essersi stabilizzate. Pregate per favore!”. Successivamente, sono stati i medici a dare informazioni più precise sulle condizioni fisiche di Bolsonaro: è stato sottoposto ad una laparotomia d’emergenza per valutare i danni causati dalla lama all’interno dell’addome, hanno spiegato durante la conferenza stampa. Il politico presentava lesioni minori ad una vena addominale e all’intestino tenue, che sono state controllate e ricucite, e una lesione più grande all’intestino crasso, per la quale è stato sottoposto ad una seconda operazione, una ileostomia. Nei prossimi giorni sarà poi necessario un terzo intervento.

L’attentato ai danni di Bolsonaro ha suscitato lo sdegno dei candidati alle elezioni del 7 ottobre e del Presidente, Michel Temer, che ha subito condannato l’attacco: “È intollerabile vedere che in uno Stato democratico non è possibile avere una campagna normale – ha dichiarato – Questo episodio rivela che dobbiamo prendere coscienza dell’intolleranza che esiste nella società brasiliana”. Temer ha poi dato istruzioni al ministro per la Sicurezza, Raul Jungmann, di rafforzare i controlli per i candidati e avviare “un’indagine rigorosa”.

Il controverso candidato dell’estrema destra brasiliana era in braccio ai suoi sostenitori durante un convegno elettorale a Juiz de Fora, quando Adelio Bispo de Oliveira gli si è avvicinato e lo ha colpito ripetutamente con un coltello. Il politico è stato immediatamente soccorso, mentre l’assalitore è stato salvato dal linciaggio pubblico solo dall’intervento della polizia militare. L’uomo si è subito dichiarato colpevole e le forze dell’ordine stanno indagando sul movente ed eventuali complici, visto che l’assalitore ha dichiarato di aver agito da solo. Gli esperti valuteranno anche le sue condizioni mentali, dato che l’uomo ha dichiarato di aver “compiuto una missione divina, una missione di Dio”. Una nipote di Oliveira, Jussara Ramos, citata dal sito Buzzfeed, ha detto che, malgrado non mantenesse rapporti con lui da tre-quattro anni, sapeva che “era stato missionario di una chiesa evangelica e che negli ultimi tempi aveva idee molto strane e parlava da solo“. Durante la sua ultima visita alla famiglia, ha raccontato, “rispondeva alle cose che sentiva nei servizi del telegiornale, e non sopportava essere contraddetto”.

Anche il suo avvocato, Pedro Augusto Lima Possa, ha dichiarato alla tv Globo che l’aggressore gli ha assicurato di avere agito “per motivi religiosi, di tipo politico e anche per i pregiudizi che Bolsonaro mostra ogni volta che parla di razza, religione e donne”. Nel suo profilo Facebook l’aggressore aveva pubblicato messaggi contrari a Bolsonaro e dichiarazioni politiche confuse, segnate da teorie cospirazioniste, con riferimenti ai massoni e agli Illuminati ed espressioni di simpatia per il presidente venezuelano Nicolas Maduro e il movimento comunista. Il partito Socialismo e Libertà, una piccola formazione di estrema sinistra il cui candidato alla presidenza, Guilherme Boulos, ha condannato l’aggressione contro Bolsonaro, ha inoltre confermato che Oliveira è stato iscritto al partito dal 2007 al 2014, ma si era successivamente allontanato: “Non mi ricordo di lui come militante, ho appena cominciato a indagare su questa situazione, per cui non ho avuti tempo di parlare con chi lo conosceva per sapere che tipo era”, ha detto Maria da Consolacao Rocha, responsabile del partito a Minas Gerais.

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