Un centinaio di persone, tra cui molte famiglie con bambini, sono state sgomberate dalla polizia da uno stabile di Sesto San Giovanni di proprietà di Alitalia. La compagnia aveva presentato denuncia dopo che, il 2 settembre, una parte degli abitanti del residence sociale Aldo Dice 26×1 si era trasferito nel palazzo di Sesto dopo avere concordato con il Comune di Milano la liberazione dell’edificio di via Oglio 8 occupato nel luglio 2016. La decisione di procedere con lo sgombero è stata presa lunedì in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura, dopo la circolare del Viminale che ha chiesto di accelerare il censimento dei palazzi occupatiPer le famiglie sgomberate, in condizione di indigenza, non è stata però ancora trovata una sistemazione alternativa. E la maggior parte è tornata in via Oglio, dove però era già stato calendarizzato lo sgombero per il 6 settembre.

Dopo l’intervento a Sesto San Giovanni l’assessore alle Politiche sociali di Milano Pierfrancesco Majorino aveva sottolineato: “Decine di famiglie con bambini stanno tornando a Milano e che ad esse bisognerà dare una risposta. Come sempre la destra se ne fregherà pur avendo la responsabilità politica totale di questa vicenda visto che gestisce da anni Aler (che gestisce le case popolari, ndr) in modo folle”.

Il sindaco della ex Stalingrado d’Italia Roberto Di Stefano, eletto lo scorso anno nelle file di Forza Italia, ha invece ringraziato “prefetto, questore e forze dell’ordine per la rapidità con cui hanno applicato la nuova circolare” parlando di “vittoria della legalità” e aggiungendo che “qualsiasi tipo di occupazione è inaccettabile perché la legge è uguale per tutti ed è assurdo che con, arroganza e violenza, qualcuno si senta in diritto di poter occupare dove vuole e quando vuole”.

Riccardo De Corato, assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, dal canto suo ha detto che la vicenda “dimostra ancora una volta che l’approccio al problema del Sindaco Sala, di traslochi spacciati per sgomberi, altro non fa che generare altre occupazioni”. De Corato ha ricordato che i membri del collettivo prima di tornare nell’immobile di Sesto – già occupato nel 2016 – “si erano stabiliti in una struttura abbandonata in via Medici del Vascello a Milano, tra Rogoredo e Corvetto. Una struttura, però, non di loro gradimento. Tant’è che gli abusivi si sono riversati nelle vie antistanti dando vita a un corteo non autorizzato, nel quale scortati dalla Polizia, hanno intonato cori contro il Ministro dell’Interno. In seguito hanno preso la decisione di occupare lo stabile ex Alitalia di Sesto S.Giovanni”.

L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano Majorino ha risposto ai due amministratori di centrodestra dicendo che “i milanesi dovrebbero prenderli a pernacchie perché l’unico risultato dell’azione di oggi è che decine di famiglie con bambini stanno tornando a Milano e che ad esse bisognerà dare una risposta“.

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