“Stessa spiaggia, stesso mare” si canticchiava negli anni ’60. Un ritornello forse caro ai dipendenti del Quirinale che giusto il 2 settembre dovranno lasciare la spiaggia che il Colle ogni anno mette a disposizione tutta per loro, con bagnini a dir poco “speciali” pagati dai cittadini italiani. Si perché da oltre 15 anni, a svolgere il servizio di salvataggio a mare per gli impiegati, i funzionari e consiglieri del segretariato generale della Presidenza della Repubblica che si recano nella loro spiaggetta ‘privata’, ci sono i poliziotti versione baywatch, con tanto di canotta con scritto “Polizia di Stato, salvamento”. Lo si vede nelle foto pubblicate dal fattoquotidiano.it*. Un notevole risparmio per l’associazione ‘Circolo dipendenti Quirinale” che gestisce la spiaggia e non deve sborsare nulla per un servizio simile, al contrario di qualsiasi altro gestore di uno stabilimento balneare che paga di tasca propria queste prestazioni ogni anno. Un servizio, quello svolto dai poliziotti, che toglie uomini dalla strada o da stazioni balneari di norma affollatissime d’estate. “Così oltre allo stipendio – spiega una fonte della presidenza della Repubblica che preferisce mantenere l’anonimato – gli italiani devono pagare anche l’indennità di missione ai poliziotti che vengono da fuori a fare i bagnini per i dipendenti del Quirinale al mare”.

“La Polizia di Stato – spiega il Quirinale – attiva per il periodo estivo, su richiesta del segretariato generale della Presidenza della Repubblica, un servizio di ‘salvamento a mare’ presso l’arenile e le strutture balneari presenti nella tenuta Presidenziale di Castelporziano. Il servizio – prosegue la nota stampa – per il quale un’ordinanza della Capitaneria di Porto del 2017 ha previsto prescrizioni stringenti, comporta l’impiego di unità dotate di specifica formazione, alle quali sono assegnati anche compiti inerenti la sicurezza e la protezione dei luoghi, in considerazione della natura istituzionale del sito”. Un sito istituzionale che ovviamente ha già un ampio numero di forze dell’ordine che garantiscono la sicurezza e la protezione della tenuta di Castelporziano. “Nella tenuta presidenziale c’è un contingente fisso – prosegue la fonte del Quirinale – di circa 120 carabinieri, più circa 20 poliziotti. Complessivamente, se aggiungiamo i guardiacaccia e i vigili del fuoco abbiamo più di 200 uomini in un territorio di circa 80 ettari. Uno spiegamento di forze più che considerevole se si paragonano quartieri di Roma molto più vasti e con un alto tasso di criminalità che hanno meno della metà delle forze dell’ordine presenti nella tenuta di Castelporziano”.

Protezione e sicurezza del territorio, quindi, ampiamente garantiti dalle ingenti forze dell’ordine già presenti e non certo dai poliziotti bagnini che sono lì per svolgere, in caso di necessità, il “salvamento a mare“, tant’è che non sono neanche armati. Salvamento regolamentato, come ogni anno, da un’ordinanza della Capitaneria che prescrive nel dettaglio le misure di sicurezza previste per gli stabilimenti balneari che infatti, al contrario del ‘Circolo dipendenti Quirinale”, pagano di tasca propria tale servizio, bagnini inclusi. Si tratta di un servizio  obbligatorio che costa migliaia o decine di migliaia di euro a stagione, a seconda degli uomini e mezzi necessari. E che ai dipendenti del Quirinale costerebbe decine di migliaia di euro visto che “vengono utilizzati fino a 8 uomini al giorno”, prosegue la nostra fonte. “Un poliziotto in media prende 1800 euro al mese – spiega – calcolando circa 10 uomini a turno impiegati ogni giorno come bagnini, più qualche indennità di missione, gli italiani potrebbero arrivare a spendere circa 50mila euro ogni estate per il servizio di salvamento a mare dei dipendenti del Quirinale”.

Il Quirinale sottolinea che “dall’inizio del settennato, in particolare, tale servizio si è reso indispensabile per la presenza nel litorale di numerosi gruppi di adulti e minori con disabilità ospitati nel centro estivo diurno, giunto ormai al suo quarto anno di attività. Le particolari condizioni di tali ospiti della tenuta e le relative precauzioni da adottare per la loro sicurezza, richiedono l’intervento di personale specializzato come quello messo a disposizione, per tre mesi circa, dal dipartimento della Polizia di Stato. Ciò consente alla Presidenza della Repubblica di poter ospitare, garantendone la sicurezza sotto ogni punto di vista, persone con disabilità anche gravi che possono in tal modo godere dei servizi di balneazione”.

Una spiegazione che sembrerebbe più un alibi, visto che l’obbligo del servizio di salvamento negli stabilimenti balneari c’è da oltre trent’anni, infatti i poliziotti-bagnini sono presenti nella spiaggia di Castelporziano da oltre 15 anni. Inoltre i diversamente abili vengono ospitati nella tenuta presidenziale “dal lunedì al venerdì, con ingresso dalle ore 9:00 ed uscita non oltre le ore 18:00”, si legge nell’avviso di Roma Capitale rivolto agli enti gestori delle strutture residenziali socio assistenziali per persone con disabilità. Quindi la maggior parte dei dipendenti del Quirinale che non è partita per le ferie e che durante i giorni feriali lavora, usufruisce del servizio di salvamento della Polizia il sabato e la domenica quando i disabili comunque non ci sono.

“Inoltre – evidenzia la fonte del Quirinale – i disabili, che di norma già hanno un proprio assistente che li accompagna fino in acqua, possono andare solo nella spiaggia riservata agli impiegati semplici, in quella frequentata da funzionari e consiglieri del segretariato generale della Presidenza della Repubblica non possono entrare”. Abbiamo chiesto al dipartimento di pubblica sicurezza della Polizia di Stato chiarimenti dettagliati in merito a tale servizio offerto, ormai da anni, ai dipendenti del Quirinale ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta.

*Le immagini sono state realizzate da Mauro Cinaglia