L’indagine su Matteo Salvini? “Un atto dovuto”. Il futuro del ministro dell’Interno? “Non deve dimettersi perché non ha violato il codice etico“. I magistrati? “Bisogna rispettarli perché non si applaude solo quando arrestano un mafioso”. E il no way, il modello antisbarchi dell’Australia che il leader della Lega ha preso come modello? “Non è nel contratto di governo ma è legittimo che sia un obiettivo di Salvini”. Nel day after dell’inchiesta a carico del ministro dell’Interno e a poche ore dal superamento dell’impasse sulla nave Diciotti – a bordo della quale, secondo la polizia, c’erano anche 4 presunti scafisti, fermati nella serata di domenica – Luigi Di Maio torna a parlare. E lo fa prima con un lungo video su facebook e poi con un’intervista a Sky Tg 24. “In questi giorni non è mancata la compattezza del Governo. Devo ringraziare il ministro degli esteri Moavero e il premier Conte perchè abbiamo fatto un gioco di squadra che sarà molto importante per le altre emergenze. Siamo stati compatti sulla linea da tenere, anche perchè bisognava contrattare con altri Paesi. Il Governo è stato ed è compatto sulle decisioni prese”, ha detto il vicepremier sui social network, commentando l’accoglienza dei migranti della Diciotti da parte di Irlanda, Albania e Conferenza episcopale italiana.  “Se la Cei si prende in carico la gestione significa che non graveranno sulla spesa dei cittadini italiani per il sistema di accoglienza”, ha detto Di Maio.

Di Maio: “Salvini avanti. Ma no attacchi ai pm” – Che aveva cominciato la giornata esprimendosi sull’indagine a carico di Salvini, finita per competenza al tribunale dei ministri. “Il ministro Salvini è indagato e credo che sia un atto dovuto in quanto ministro dell’Interno, in quanto titolare delle decisioni in quella materia. Come ci si comporta in questi casi? C’è il codice etico dei ministri nel nostro contratto e secondo il codice etico dei ministri e del Movimento 5ì stelle il ministro deve continuare a fare il ministro. È nostro dovere attuare il programma elettorale ma è anche diritto-dovere della magistratura portare avanti i procedimenti giudiziari”, ha detto il vicepremier. “Quindi – ha aggiunto – pieno rispetto per la magistratura e non facciamo ripiombare questo Paese negli scontri tra procure, pm e politica. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità come governo coscienti del fatto che abbiamo fatto l’interesse nazionale e ci difenderemo per le decisioni che abbiamo preso ma non per questo adesso dobbiamo cominciare ad attaccare i pm che portano avanti il loro lavoro. Non possiamo applaudire a quei pm che arrestano un mafioso e poi a uno stesso pm porta avanti un’inchiesta diciamo che non va bene. Noi abbiamo sempre detto che le istituzioni vanno rispettate”. Avendo appreso di essere indagato, infatti, Salvini se l’è presa con il procuratore Luigi Patronaggio. “Indagano un ministro che difende i confini del Paese: è una vergogna ma non ci fermeranno”.

“No way non è nel contratto. Autunno caldissimo” – Poi il ministro dello Sviluppo Economico ha attaccato l’Unione europea. “I commissari europei hanno le ore contate. Non avranno altre occasioni, non ricopriranno nuovamente l’incarico di commissario, ed è bene che lascino un bel ricordo. Le prossime elezioni europee saranno ancora più un terremoto rispetto al 4 marzo. Ci hanno fatto la morale Macron e Merkel che dovevamo fare gli accoglienti, ma in questi giorni se ne sono andati al mare e non ci hanno neanche risposto quando li abbiamo chiamati per farci dare una mano per far sbarcare quei migranti. Con l’Ue abbiamo provato la linea morbida, ci siamo seduti al tavolo e detto che avevamo bisogno di un aiuto sui migranti e loro hanno scritto un foglio dicendo che chi sbarcava in Italia sbarcava in Europa”, ha attaccato il vicepremier. Specificando che il no way – il modello antisbarchi dell’Australia che il leader della Lega ha preso come modello -“non è nel contratto di governo, è legittimo che sia un obiettivo di Salvini, ma come politiche di governo siamo per fermare le partenze, che è un altro concetto”.  “L’autunno – ha aggiunto Di Maio- sarà caldissimo, se l’estate è stata così non potete immaginare cosa sarà l’autunno, con i poteri forti che ci stanno facendo la guerra in questo momento”, ha detto annunciando che il governo intende fare “una legge di bilancio coraggiosa che mette al centro i cittadini, ma se in Europa ci hanno trattato così sul’immigrazione mi immagino cosa faranno sui conti“.

Il fermo dei presunti scafisti – Nella serata di domenica, a circa 24 ore dallo sbarco, la polizia ha eseguito quattro decreti di fermo nei confronti di tre cittadini egiziani e di uno del Bangladesh, ritenuti i presunti scafisti che hanno condotto l’imbarcazione con a bordo gli immigrati poi soccorsi dalla Diciotti. Ai quattro vengono contestati associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violenza sessuale e procurato ingresso illecito.

Diciotti, lo stallo si sblocca nella notte – A bordo della Dicotti l’incubo è finito poco dopo la mezzanotte. Nella notte sono sbarcati tutti i 137 migranti rimasti a bordo della nave ormeggiata per cinque giorni al porto di Catania. Hanno trascorso la notte nell’hotspot realizzato nell’ex caserma Gasparro di Messina. In molti hanno dormito poco visto che sono arrivati, su autobus dell’aeronautica militare di stanza a Sigonella, nella tarda nottata. Resteranno nella struttura gestita dalla società Badia Grande in attesa della successiva distribuzione tra Chiesa Italiana, che ne accoglierà un centinaio, Albania e Irlanda, che invece ne prenderanno una ventina ciascuno. Un risultato ottenuto solo grazie all’interlocuzione aperta dal governo italiano con Paesi fuori dall’Unione Europea.

Lo scontro tra Roma e Bruxelles – A tenere banco nei prossimi giorni, però, saranno infatti i rapporti tra Roma e Bruxelles, mai così tesi dopo il no dei Paesi Ue al ricollocamento delle persone presenti a bordo della Diciotti. “L’incontro che si è svolto ieri a Bruxelles, in tema di immigrazione, e che si è concluso con un nulla di fatto, non è una sconfitta dell’Italia, come qualcuno superficialmente ha scritto. È una sconfitta dell’Europa. Non attesta solo un arretramento rispetto alle Conclusioni che tutti e ventotto i Paesi membri hanno liberamente sottoscritto nel corso del Consiglio Europeo dello scorso giugno. Attesta una palese violazione dello spirito di solidarietà che anima i Trattati e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”, è un passaggio del post scritto su facebook dal premier Giuseppe Conte. Un messaggio con cui il premier ha annunciato di aver sbloccato l’impasse. Lanciano nuovi avvertimenti verso Bruxelles: “Siamo al lavoro per porre una riserva all’adesione dell’Italia al piano finanziario pluriennale in corso di discussione. A queste condizioni, l’Italia non ritiene possibile esprimere adesione a un bilancio di previsione che sottende una politica così incoerente sul piano sociale”.

“Politici italiani attaccano Ue ma si sparano nei piedi” – Accolgo con favore il fatto che sia stata trovata una soluzione e che i migranti a bordo della Diciotti siano in grado di sbarcare e ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno”, e questo “grazie alla solidarietà attraverso le frontiere e le comunità”, ma “non possiamo sempre aspettare per questo tipo di solidarietà basata sulla buona volontà, dobbiamo avere misure strutturali”, ha detto nella notte il commissario Ue alla migrazione Dimitri Avramopoulos.”I politici italiani devono mettere fine al gioco delle accuse, attaccare l’Ue significa spararsi nei piedi. Alcuni responsabili di governo per ragioni di politica e consenso interno si comportano in modo poco responsabile mentre sui migranti è necessario andare avanti tutti insieme, oppure il progetto europeo è a rischio”, ha aggiunto in un’intervista a Repubblica il commissario europeo.”L’Italia deve accettare di sbarcare e identificare i migranti, anche con l’aiuto finanziario della Commissione e il pieno sostegno di Easo (ufficio europeo di sostegno per l’asilo, ndr) e gli altri governi non devono lasciare Roma da sola, devono farsi carico dei richiedenti asilo”.