Il documento si intitola “Regolamento di fruizione della Gole del Raganello – Gole Sicure“. La versione pubblicata sul sito del Comune non è datata, firmata né protocollata. In rete, però, se ne parla da marzo, mese in cui i primi dubbi cominciano a circolare tra gli addetti ai lavori. Il Comune di Civita lo ha messo a punto per regolamentare l’afflusso di turisti nelle gole del Raganello, in Calabria, dove lunedì un torrente di piena ha travolto due gruppi di escursionisti uccidendo 10 persone. Ma il testo non è mai entrato in vigore. E, nonostante l’allerta gialla della Protezione civile, nessuno ha pensato di emanare una delibera che vietasse l’accesso all’area. Neanche dopo la tragedia.

Il testo è colmo di prescrizioni. Quindici articoli per un decalogo che consente l’accesso all’area “solo dal 10 giugno al 30 settembre”, “esclusivamente in presenze di guide e previo pagamento al comune di apposito pedaggio” e indica una serie di prescrizioni dal “consumo dei pasti”, all'”abbandono di piccoli rifiuti”, all'”accensione di fuochi” fino all'”introduzione di animali”. Tra i punti elencati anche le modalità d’accesso al canyon, che “per la complessità del tracciato e per le particolari condizioni climatiche” è vietato “ai minori di anni 10” e può avvenire solo indossando “dispositivi di protezione individuale” come il casco e mai “a piedi nudi, con scarpe aperte o sandali o privi di idonee calzature (consigliate scarpe da torrentismo)”.

I racconti delle ultime ore parlano però di una realtà ben diversa. Una bimba di 8 anni è stata trovata viva dopo la piena e ora è ricoverata al policlinico Gemelli di Roma in sedazione profonda, con prognosi riservata. “Questo posto era diventato un luna park. – ha raccontato in mattinata all’Ansa Claudio, frequentatore abituale della zona, tra i primi a intervenire sui luoghi della tragedia – non è possibile vedere bambini con infradito che si avventurano per i sentieri e donne con vestiti da spiaggia“.

Emanuele Pisarra, guida escursionistica nel parco del Pollino dal 1985, ha spiegato all’Ansa che nei fatti l’accesso alle Gole è libero e non regolamentato: “Oggi non ci porto più clienti – ha spiegato bisarca – è aumentato l’afflusso di gente ed è diminuita l’esperienza degli escursionisti”.

Quello di domenica è stato un evento meteorologicamente eccezionale: “Nessuno in paese ricorda una piena così del Raganello in estate negli ultimi 40 anni. Una portata simile si vede solo in tarda primavera. D’estate al massimo arriva una piena di 20-30 centimetri”, ha proseguito Bisarra. Ma la Protezione civile aveva emesso “un’allerta gialla – ha detto ha detto il capo Dipartimento Angelo Borrelli – e ricordo a tutti che con l’allerta gialla ci possono anche essere morti”. Quindi l’evento “era in qualche modo prevedibile“. “Io alla vigilia di Ferragosto l’avevo detto al sindaco di Civita di chiudere l’accesso alle gole, perché c’era rischio per i temporali – ha concluso Bisarra – poteva fare un’ordinanza sulla base dell’allerta della Protezione Civile. Mi aveva detto che ci avrebbe pensato. Ma non ha fatto in tempo”.

A cosa serve, allora il Regolamento pubblicato sul sito del Comune, prova che l’amministrazione era consapevole della problematica? Il dubbio maggiore riguarda il 15° articolo del provvedimento, quello che riguarda le “Procedure”: “Alla Giunta – si legge al punto 3 – viene demandata l’organizzazione delle attività e dei divieti regolamentati nel presente atto”. Una dicitura che rinvia a un successivo provvedimento che non è mai arrivato. Lo aveva anticipato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, arrivato in mattinata a Civita: “Il divieto d’accesso alle gole? – ha risposto alla domanda di un cronista – c’è una delibera del Comune non applicabile. Significa che non ha esaurito i passaggi amministrativi perché diventi operativa”.

Ma neanche dopo la tragedia, con l’allerta gialla della Protezione civile ancora in vigore, il comune pensa di fare una delibera per vietare l’accesso alle gole. “Per il momento no – spiega il sindaco Alessandro Tocci a IlFattoQuotidiano.it – penso che dopo tutto quello che è successo nessuno voglia andare nelle Gole”.

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Pollino, dopo la tragedia Raganello nessuno regola l’accesso alle gole. Il sindaco: “Delibera urgente? Al momento no”

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