Un neonato è morto in ospedale a Brescia a causa del batterio serratia marcescens. E nello stesso reparto di patologia neonatale sono stati individuati altri 10 bambini contagiati, tra i quali il gemello del piccolo deceduto. Il bimbo, nato prematuro da una coppia bresciana, era stato ricoverato agli Spedali civili dove è deceduto lo scorso martedì. Sulla sua morte indagano i carabinieri del Nas – che hanno acquisito tutta la documentazione medica – coordinati dalla procura di Brescia che al momento si muove contro ignoti.

Sarà l’autopsia disposta dai pm a stabilire le cause esatte che hanno portato il neonato a perdere la vita. Il piccolo, il 20 luglio, avrebbe contratto il batterio serratia marcescens, diffuso in ambito ospedaliero e nel suo caso resistente agli antibiotici. Il gemellino avrebbe contratto l’infezione – che nei bambini attacca spesso il apparato gastrointestinale – a sua volta ma che starebbe rispondendo alle cure. Alcuni dei contagiati sono ricoverati in terapia intensiva e le loro condizioni sono stabili.

I primi due casi diagnosticati, spiega l’ospedale in un comunicato, “sono andati progressivamente migliorando ed attualmente sono in via di risoluzione, purtroppo il terzo paziente ha sviluppato segni clinici da shock settico ed un quadro clinico che è progressivamente peggiorato e, nonostante la terapia antibiotica a largo spettro e tutte le cure intensive prestate, in data 6 agosto ha cessato di vivere”. Dai tamponi di sorveglianza eseguiti a tutti i neonati degenti nel reparto a partire dal 20 luglio “sono stati successivamente identificati altri 10 casi (dal 20 luglio a 6 agosto) di positività per serratia marcescens, dei quali uno ha presentato quadro clinico di infezione delle vie urinarie dal medesimo germe”.

Nel frattempo, la direzione degli Spedali Civili ha attivato il comitato di sicurezza infettiva e messo in atto tutte le misure di contenimento sanitarie, compresa – a partire dal 27 luglio – “la chiusura dell’accettazione di nuovi pazienti in Terapia intensiva neonatale”. Nella nota, l’ospedale spiega che “attualmente, dei dieci neonati positivi per Serratia, 6 sono ancora degenti”. Nelle prossime settimane, si legge, “la situazione continuerà ad essere mantenuta sotto stretta osservazione e l’accettazione del reparto continuerà a rimanere chiusa, così da poter progressivamente liberare gli ambienti di degenza e procedere ad una loro ulteriore radicale bonifica“.

Sull’accaduto si è mossa anche la Regione Lombardia che ha dato mandato all’Ats di Brescia di avviare “una commissione d’inchiesta per verificare se dal punto di vista amministrativo e sanitario sono state seguite tutte le misure di sorveglianza e contenimento del batterio”. L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, spiega che “sin da lunedì scorso abbiamo seguito e monitorato insieme all’Asst la situazione all’interno del reparto di Terapia intensiva neonatale”.

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