“Spinto contro il muro, ha sbattuto la testa”: studenti di 14 anni aggrediscono un professore in classe nel Teramano
Un’altra aggressione verso un professore. È avvenuta il 27 maggio in un istituto professionale della provincia di Teramo dove un insegnante di diritto sarebbe stato preso a spintoni da un gruppo di ragazzi 14enni al punto da perdere l’equilibrio e cadere a terra. La caduta gli avrebbe causato un trauma alla cartilagine nasale con una prognosi di sette giorni.
L’episodio è avvenuto dopo i casi di Parma e di San Vito Lo Capo. Nella città emiliana, una banda di giovani delle superiori, avrebbe accerchiato due professori nel parco “Falcone e Borsellino” nei pressi dell’istituto “Leonardo da Vinci”. In Sicilia, invece, un 12enne si è presentato a scuola armato di due coltelli e ha tentato di aggredire il professore di tecnologia davanti ai compagni di classe terrorizzati. In queste ore, il ragazzino siciliano, è stato sentito dalla procuratrice per i minorenni di Palermo ma non avrebbe mostrato alcun segno di pentimento. Durante l’aggressione il professore sarebbe riuscito a contenere il giovane, che avrebbe indossato un casco integrale e che avrebbe tentato più volte di colpirlo, ricevendo solo alcuni graffi.
Sia in Abruzzo che in Sicilia il tutto si sarebbe verificato a causa dei voti assegnati dai docenti.
Secondo la ricostruzione dei fatti di Teramo – riportata dal quotidiano Il Centro – inizialmente la situazione “sarebbe sembrata uno scherzo: alcuni ragazzi si sarebbero posizionati davanti all’insegnante di diritto e davanti alla porta dell’aula, impedendogli il passaggio. La tensione sarebbe però rapidamente degenerata fino ad arrivare a un urto che avrebbe fatto battere il volto del docente contro una parete” tanto da finire al pronto soccorso dell’ospedale Val Vibrata, a Sant’Omero.
Da lì la denuncia della dirigente e del docente. La vicenda è ora all’attenzione della Procura per i minorenni dell’Aquila, mentre l’Ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo segue gli sviluppi del caso. È probabile che scattino anche dei provvedimenti disciplinari che dovranno essere presi dal consiglio di classe nei prossimi giorni. Anche il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, è intervenuto definendo “l’accaduto un attacco non soltanto a un insegnante ma all’istituzione scolastica nel suo complesso”.
Diversa probabilmente la ricostruzione dell’aggressione avvenuta a Trapani dove, secondo gli inquirenti, il 12enne avrebbe programmato tutto nei giorni precedenti. A dimostrarlo sarebbero i post pubblicati dal ragazzino, seppure con frasi solo allusive, sul suo profilo Tik Tok. Solo poche ore prima del fatto aveva scritto in inglese “Non incolpatemi per quello che farò”. E qualche giorno prima aveva scritto parole ancora più cupe: “La mia più grande paura è non riuscire a farne nemmeno uno”. Una frase che potrebbe far pensare all’intenzione di colpire più di una persona. Tra gli elementi al vaglio c’è anche il fatto che il giovane avrebbe registrato quanto stava accadendo con il proprio cellulare, trasmettendo una diretta video all’interno di un gruppo Telegram. Preoccupano anche le centinaia di commenti sul canale social dell’adolescente con frasi come “Ci hai provato” o “Buona fortuna”. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si è complimentato con il professore di San Vito Lo Capo, apprezzando come abbia “saputo gestire con grande equilibrio una situazione potenzialmente drammatica”.