È prematuro dire se siano già cominciate le prove generali per la spoil system nel sistema di potere friulano o se si stia preparando una forma più invasiva di ingerenza dei partiti nella macchina burocratica della Regione Friuli Venezia Giulia. O peggio ancora se un drappello di dirigenti politici sia pronto a trovare remunerativi impieghi nell’apparato amministrativo piuttosto ricco di una regione a statuto speciale. Di certo la decisione assunta dalla giunta del leghista Massimiliano Fedriga costituisce una rivoluzione. È stato, infatti, cancellato il divieto per chi si occupa di politica di entrare nelle alte sfere dirigenziali della Regione.

La delibera porta il numero 1197 e ha modificato il Regolamento di organizzazione che prevedeva l’impossibilità per i direttori di vertice di avere in tasca la tessera di un partito. Anzi, adesso potranno perfino assumere ruoli di dirigenza negli organi politici. Soltanto che il probabile travaso non è dall’apparato amministrativo di Trieste alle sezioni, ma viceversa.

Intervistato da Il Piccolo, l’assessore alla Funzione pubblica Sebastiano Callari ha spiegato: “Si tratta di una norma di democrazia”. E ha aggiunto: “Fermo restando che le cariche elettive non potranno assumere ruoli di direzione nell’amministrazione pubblica, ci pare legittimo che chi è iscritto a un partito, di destra o di sinistra che sia, possa diventare direttore apicale in Regione. Ci sembrava una limitazione eccessiva, direi anzi antidemocratica”.

Eppure i dubbi restano, anche perché Fedriga non ha mai nascosto l’intenzione di una netta cesura rispetto all’era di Debora Serracchiani e tra qualche settimana cominceranno i cambi di poltrona. La formula indicata nella delibera è quantomai laconica: “Il comma 3 dell’articolo 16 del DpReg 0277/Pres. /2014 è abrogato”. Era quello l’articolo che vietava a direttori generali e centrali, vicedirettori centrali, direttori di servizio e di staff, di “rivestire cariche pubbliche ovvero cariche in partiti politici e avere incarichi direttivi o rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con i predetti organismi”.

Cosa accadrà ora? Le minoranze stanno alla finestra e aspettano di vedere. Ma sono parecchi i nomi in circolazione di persone interne alla galassia leghista che potrebbero beneficiare di questa insperata apertura nella corsa ai posti di comando. Anche perché la stessa delibera introduce la possibilità di nomina immediata di nuovi direttori, con la decadenza dei predecessori. Strada spianata per una rivoluzione ai vertici della Regione.

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