Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha chiesto che il governo si dissoci da Luigi Di Maio sull’opposizione alla riforma del copyright Ue. “Mi auguro che non sia la posizione dell’esecutivo italiano”, ha detto. Nelle scorse ore il vicepremier M5s, ottenendo l’appoggio anche del Garante della Privacy Antonello Soro, ha parlato di “grave pericolo” e di allarme “bavaglio alla rete” nel merito della link tax. “La verità non è la piattaforma Rousseau“, ha replicato oggi l’esponente di Forza Italia Tajani riferendosi allo strumento per la democrazia diretta utilizzato dagli iscritti 5 stelle. Tajani si è quindi rivolto direttamente al vicepremier: “Vorrei chiedergli come intende garantire gli stipendi dei giornalisti. Con il suo stipendio paga quello di tutte le persone che perderanno il lavoro?”. E ha aggiunto: “Sostengo la posizione della Commissione competente sul copyright: non condivido le posizioni di chi ritiene di dover avere un sistema web di piattaforme senza regole”. Per Tajani, l’approccio di Di Maio danneggerebbe “l’industria e le imprese europee, a tutto vantaggio delle culture extraeuropee”.

Il presidente del Parlamento Ue ha replicato proprio alle parole di Di Maio delle scorse ore: “Quando si parla bisogna conoscere le cose”, ha detto, “e quando si dice di voler difendere la libertà bisogna lavorare non per conculcare la libertà, perché così si conculca la libertà di stampa, si uccide la voce dei giornalisti, perché si mettono le piattaforme in condizione di utilizzare tutti i tipi di informazione, comprese le fake news. La verità non è la piattaforma Rousseau. Noi dobbiamo dare delle regole alle piattaforme”. La riforma del copyright messa a punto dall’Ue, ha dichiarato Tajani, “è una norma che verrà approvata dal Parlamento che va nella direzione della libertà di tutti gli autori”. “Vorrei chiedere al vice primo ministro italiano”, ha concluso, “come intende garantire gli stipendi dei giornalisti, di tutti coloro che lavorano nell’industria che produce film, che produce opere, se tutti questi prodotti vengono diffusi gratuitamente. Chi se ne occupa? Il vice primo ministro offre lui? Con il suo stipendio paga lo stipendio a tutte le persone che perderanno il lavoro?”.

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