I populisti “creano la psicosi” sulla questione dell’immigrazione, anche se società anziane come l’Europa stanno affrontando “un grande inverno demografico” e hanno bisogno di più immigrati. Il Papa, in un’intervista esclusiva all’agenzia Reuters, ha parlato delle politiche di Donald Trump dopo la rivelazione degli audio choc dei bambini messicani separati dalle famiglie, ma anche della vicenda della nave Aquarius respinta dalle autorità italiane con i 629 migranti a bordo. “Non è facile, ma i populismi non sono la soluzione”, ha detto Francesco. Senza immigrazione l’Europa diverrà “vuota”. Il pontefice ha criticato l’amministrazione americana sulla gestione soprattutto dei minori e dice di essere dalla parte dei vescovi Usa che hanno definito la separazione dei bambini dai genitori “contraria ai valori cattolici” e “immorale”. Nel merito delle politiche migratorie del governo italiano, ha invece commentato: “Credo che non si debba respingere la gente che arriva, si devono ricevere, aiutare e sistemare, accompagnare e poi vedere dove metterli, ma in tutta l’Europa”. Poi su Twitter ha ricordato la Giornata mondiale del rifugiato che ricorre oggi 20 giugno: “Incontriamo Gesù nel povero, nello scartato, nel rifugiato. Non lasciamo che la paura ci impedisca di accogliere il prossimo bisognoso!”.

Ieri 19 giugno in Nunziatura Aspostolica si è tenuta al cerimonia per il quinto anno di pontificato di Papa Francesco. Un evento a cui erano invitate le alte cariche dello Stato e vari esponenti del nuovo esecutivo italiano. E’ stata segnalata l’assenza di Matteo Salvini, ministro dell’Interno, che ha detto di essere stato impegnato al Viminale. Solo un giorno prima però aveva rivendicato, intervistato da Telelombardia, che avrebbe incontrato il Pontefice. Un faccia a faccia smentito poco dopo dal portavoce del Vaticano. I rapporti tra l’esecutivo e il mondo cattolico sono molto tesi in questi giorni. Proprio dopo le polemiche sul respingimento dell’Aquarius, su Twitter era intervenuto il cardinale Gianfranco Ravasi citando la frase del Vangelo secondo Matteo: “Ero straniero e non mi avete accolto”.

Il Papa nell’intervista, l’ultima era stata rilasciata un anno fa, ha affermato anche di godere di buona salute, a parte i dolori alle gambe che si trascina dal passato. Ha poi confermato quanto già detto in qualche occasione, ovvero che se le condizioni di salute un giorno non gli consentiranno di portare avanti il suo ministero potrebbe dimettersi, come ha fatto Benedetto XVI. “Ma al momento non ci sto neanche pensando”, ha chiuso. Il Pontefice ha parlato anche della Chiesa: ha affermato di pregare per l’ala conservatrice che lo attacca e confermato che il futuro della Chiesa è “in uscita”. Francesco ha quindi sottolineato l’importanza di avere più donne nelle strutture del Vaticano perché sanno meglio risolvere i conflitti ma si dice contrario al “mascolinismo con la gonna”.

Bergoglio ha quindi parlato delle dimissioni di tre vescovi cileni nell’ambito dello scandalo pedofilia che ha colpito la Chiesa del Paese. Ha inoltre annunciato che accetterà anche altre dimissioni (tutti i vescovi le hanno presentate al termine dell’incontro con il pontefice a Roma qualche settimana fa). Nell’intervista ha anche risposto ad un commento sui suoi oppositori, come i cardinali dei cosiddetti ‘dubia’, tra i quali c’è Raymond Burke. Il pontefice ha riferito di avere saputo di quella lettera di critiche sulla Amoris Laetitia, la sua Esortazione sul matrimonio, “dai giornali, un modo di fare che, per così dire, non è ecclesiale, ma tutti noi commettiamo errori”. Il Papa ha anche detto che la riforma della Curia procede “ma dobbiamo lavorare di più” e ha criticato i carrieristi della Curia come aventi “l’Alzheimer spirituale“. Francesco ha detto di essere soddisfatto soprattutto delle riforme attuate per rendere le finanze del Vaticano più trasparenti. La banca vaticana “ora funziona bene”, ha affermato. “Ci sono state alcune lotte e ho dovuto prendere delle decisioni forti”.