Il Campidoglio dice sì a una via o a una piazza intitolata a Giorgio Almirante, fondatore e leader del Movimento Sociale italiano nonché reduce della Repubblica di Salò. La mozione, proposta da Fratelli d’Italia, è stata approvata dal consiglio comunale con i voti a favore di quasi tutti esponenti del Movimento Cinque Stelle. Non ci era riuscito neanche Gianni Alemanno, l’ultimo a tentarci. Il partito di Giorgia Meloni parla di una “vittoria storica della destra italiana e romana” poiché Almirante “ha raccolto sempre grandi consensi proprio nella Capitale”, mentre per la Comunità ebraica si tratta di “una vergogna” perché il segretario dell’Msi “non si pentì mai di aver ricoperto il ruolo di segretario di redazione del Manifesto per la Difesa della Razza“.

L’annuncio è stato dato dagli esponenti di FdI, Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, e dai consiglieri Andrea De Priamo, Maurizio Politi, Francesco Figliomeni e Rachele Mussolini della lista civica Con Giorgia. La stessa Meloni dice che la Capitale “renderà finalmente omaggio ad uno degli uomini più importanti nella storia della destra e della politica italiana” e definisce il “risultato storico di cui siamo fieri e orgogliosi”.

La mozione – proposta negli ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali – ha ottenuto i voti favorevoli di gran parte del gruppo consiliare pentastellato con la sola astensione dei consiglieri Maria Agnese Catini e Pietro Calabrese e il voto contrario della consigliera Valentina Vivarelli. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, assente in aula si è detta “sorpresa” a Porta a Porta. A Bruno Vespa che le ha chiesto se non ne era a conoscenza, ha risposto: “No, sono qui da lei. Mi sono allontanata qualche ora fa, comunque suppongo sia un provvedimento di oggi pomeriggio. Se condivido il provvedimento? Se l’aula ha votato favorevolmente credo assolutamente di sì – ha detto – Se è passato vuol dire che i consiglieri si sono determinati e vogliono comunque intitolare la strada a questo personaggio. Il sindaco prende atto della volontà dell’aula, che è sovrana come il Parlamento”.

La Comunità ebraica ha duramente attaccatola decisione del Consiglio Comunale di votare la mozione: “È una vergogna per la storia di questa città – scrive in una nota – Chi ha ricoperto il ruolo di segretario di redazione del Manifesto per la Difesa della Razza, senza mai pentirsene, non merita una via come riconoscimento”. Il Pd ha abbandonato l’aula poco prima del voto per l’indisponibilità di Raggi a riferire sulla vicenda dello Stadio della Roma. Tra i commenti dei dem, c’è quello di Luciano Nobili per il quale “mentre la Capitale sprofonda tra scandali e corruzione, la Raggi e il M5S gettano la maschera e si spingono dove neanche Alemanno aveva osato. Il M5S è estrema destra”. Per il numero due del partito nel Lazio, Enzo Foschi, è “gravissimo che il M5s si sia unito alle destre per permettere che Roma abbia una strada dedicata a un razzista, come fu Giorgio Almirante” perché “Roma sente ancora su di sé il dolore lancinante del 16 ottobre 1943, quando vi fu il rastrellamento del ghetto“.

Per il deputato di Leu e consigliere comunale in Campidoglio, Stefano Fassina, si tratta di un “atto grave” e di una “ferita per la storia di Roma e il contributo di sangue dato alla liberazione da fascismo e nazismo”. Fassina definisce il voto “un’offesa ai martiri delle Fosse Ardeatine, ai rastrellati del Quadraro, ai nostri concittadini ebrei deportati e sterminati nei lager nazisti, a tutti gli uomini e le donne di Roma caduti per la libertà e per la nostra Costituzione. Proveremo a far tornare indietro l’aula Giulio Cesare attraverso approfondita e adeguata discussione”.